di Manuel Giannantonio –

centrafrica ribelli soldatoUn uomo sospettato di essere al servizio della ribellione musulmana è stato ucciso brutalmente dalla folla mercoledì, al margine di una cerimonia ufficiale. Bangui ha promesso di aprire un’inchiesta per giovedì.

La cerimonia dovrebbe segnare una tappa fondamentale sulla via della ricostruzione in Centrafrica, segnato da un anno tragico quanto caotico. Mercoledì, il nuovo presidente Catherine Samba Panza celebrava a Bangui la rinascita di un esercito nazionale, per la prima volta riunito dopo la presa di potere avvenuta lo scorso marzo. I militari hanno linciato a morte un uomo sospettato di essere un soldato al servizio della ribellione musulmana. In pieno giorno, di fronte a decine di testimoni e alla stampa nazionale. Le immagini sono insostenibili. Nessuno soldato si è interposto, nessuno ha fatto nulla per impedire l’autentico massacro.

Muto fino a mercoledì sera, il potere centrafricano ha reagito giovedì. Nel frattempo, le immagini del linciaggio sono finite su internet, mostrando così al mondo la situazione disastrosa di un paese incapace di riconciliarsi, dopo mesi di massacri interreligiosi. A fine giornata di fonte al Consiglio nazionale di transizione è stata ufficialmente aperta l’inchiesta.

La comunità internazionale, che non poteva certamente rimanere indifferente, ha reclamato attraverso l’ONU “sanzioni esemplari”. “Gli incidenti che hanno avuto luogo ieri durante la cerimonia delle forze armate centrafricane sono incidenti rivelatori e inammissibili”, ha dichiarato il rappresentante speciale dell’ONU in Centrafrica, Babacar Gaye.

Da diversi giorni, alcune organizzazioni non governative, tra le quali Amnesty International e Human Right Watch, denunciavano la passività delle forze internazionali di fronte alle violenze del paese.

Due mesi dopo l’inizio dell’intervento francese “a Bangui la situazione si è poco a poco stabilizzata anche se ci sono ancora delle violenze regolari. Sul resto del territorio, la situazione è molto più complicata”, ha dichiarato il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian. L’ONU potrebbe prolungare il mandato delle forze francesi, forte di 1600 soldati. Far tacere le armi ni Centrafrica dovrebbe essere un processo ancora molto lungo.