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Ancora una strage di civili in Centrafrica, dove la lotta fra i ribelli Seleka, che con una guerriglia durata parecchi mesi avevano preso il potere spodestando Francois Bozizè e mettendo al suo posto il loro leader Djotodia, al quale si erano a sua volta ribellati, e milizie cristiane anti-Balaka non conosce sosta, nonostante gli appelli alla riconciliazione nazionale del nuovo presidente Catherine Samba-Panza: fonti parlano di almeno 30 persone uccise in uno scontro presso la città di Mala, a 200 km a nord est della capitale Bangui, mentre lo scorso 26 aprile a Boguila sono stati massacrati 16 civili, fra i quali 3 operatori umanitari di Medici Senza Frontiere.
A seguito di tale gesto, l’organizzazione umanitaria ha fatto sapere il proposito di ridurre le proprie attività nella Repubblica Centrafricana e i progetti correlati nei paesi confinanti, e che per una settimana si occuperà solo di cure mediche di emergenza.
In una nota di MSF, riportata dal direttore generale Arjan Hehenkamp, si legge che “Esortiamo il governo di transizione della Repubblica Centrafricana e tutti i gruppi armati coinvolti nel conflitto a condannare subito e pubblicamente questo orribile attacco”.
