di Alberto Galvi –

Il presidente eletto di estrema destra del Cile, José Antonio Kast, si è detto favorevole al ripristino delle relazioni diplomatiche con la Bolivia, interrotte dal 1978 a causa della storica rivendicazione boliviana di un accesso sovrano al mare. Secondo la Costituzione boliviana, infatti, il diritto al mare è considerato inalienabile e la controversia deve essere risolta con mezzi pacifici.

Kast ha sottolineato che una normalizzazione dei rapporti tra Santiago e La Paz consentirebbe di affrontare con maggiore efficacia questioni comuni legate alla sicurezza, al controllo delle frontiere e al commercio. «Il Cile rispetterà i trattati internazionali, ma non si arrenderà all’abbandono, alla mancanza di controllo e al disordine», ha affermato il presidente eletto.

Un cambio di governo si è recentemente verificato anche in Bolivia, con l’elezione alla presidenza del centrista Rodrigo Paz Pereira. La sua vittoria segna la fine di un ciclo politico iniziato nel 2006 con l’ascesa di Evo Morales e proseguito con Luis Arce, il cui mandato si è concluso ufficialmente l’8 novembre scorso.

Secondo Kast, il pieno ripristino delle relazioni diplomatiche con la Bolivia permetterà al Cile di rafforzare la cooperazione nel controllo delle frontiere, contrastando in modo più efficace l’immigrazione illegale, il contrabbando e il narcotraffico. Il confine settentrionale, in particolare nell’area di Arica, è considerato uno dei principali punti di accesso per il traffico di droga e per le attività del gruppo criminale organizzato venezuelano Tren de Aragua.

La città di Arica, ha ribadito Kast, rappresenterà la prima linea di difesa del Paese. Il suo porto rientra negli accordi bilaterali tra Cile e Bolivia ed è autorizzato nell’ambito del regime di libero transito per le merci boliviane, stabilito dopo la Guerra del Pacifico.