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Scontri a Hong Kong, dove le forze dell’ordine stanno provvedendo alla rimozione delle barricate presso il quartiere di Mong Kok: da due mesi gli studenti e i militanti di Occupy Central occupano strade e aree della città per protestare contro la decisione presa dal Comitato permanente del Congresso del Popolo nazionale (Npc) secondo cui nel 2017 saranno i cittadini a scegliere il responsabile dell’Esecutivo locale, però fra due o tre candidati scelti da una rosa di nomi approvati da Pechino, ovvero “patriottici”.
Gli sgomberi sono iniziati questa mattina alle 7.00 (ora locale), ma subito sono accorsi da ogni parte gli studenti, che si sono resi irremovibili; sono quindi esplosi i tafferugli, con l’impiego di spray urticanti: al momento si parla di una trentina di arrestati, mentre il governatore di Hong Kong, Leung Chun-ying, ha fatto sapere di confidare nella professionalità delle forze dell’ordine nell’espletamento dell’ordine di rimozione delle barricate stabilito dal tribunale.
Il consenso popolare ai manifestanti si è comunque notevolmente assottigliato, cosa ripresa dai sondaggi neutrali diffusi attraverso i media locali.
Lo stesso Chan Kin-man, uno dei leader degli attivisti di Occupy Central, ha chiesto ai manifestanti la rimozione dei blocchi, presenti ancora nei quartieri di Causeway Bay e Admiral.
Divenuta colonia britannica dopo la Prima Guerra dell’Oppio (1839-1842), Hong Kong si espanse nel 1898 fino a comprendere il perimetro della penisola di Kowloon. In base ai trattati sarebbe rimasta britannica per 99 anni, com’è stato.
Amministrata come provincia speciale, è sede di uno dei principali centri finanziari internazionali. Conta 7 mln di abitanti.

