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Ancora attentati nello Xinjiang, regione della Cina a maggioranza uighura, situata nella Cina nord-occidentale: almeno 31 persone sono rimaste uccise in seguito all’azione di uomini a bordo di due veicoli lanciati a tutta velocità contro un mercato all’aperto di Urumqi. Le persone a bordo hanno lanciato granate sulla folla, dopodiché una delle due auto è esplosa. Testimoni hanno parlato di almeno una dozzina di esplosioni.
Sono molti gli attentati portati avanti negli ultimi anni dalla minoranza uighura, etnia turcofona e islamica: alla base della violenta reazione vi sarebbe una decisione risalente al 2009 delle autorità cinesi di radere al suolo il centro storico della città di Kashgar, abitata quasi esclusivamente da uiguri.
Nel novembre 2013 in un attacco ad una stazione di polizia a Serikbuya sono state uccise 11 persone, mentre in agosto in disordini, scaturiti dalla protesta per l’arresto di un centinaio di appartenenti alla stessa etnia accusati di svolgere attività sospette, sono morti 22 uighuri.

