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>Il Pentagono ha reso noto di una “provocazione” avvenuta otto giorni fa da parte della Cina, quando un caccia Xian JH-7 è volato a poche decine di metri da un aereo spia statunitense, un Boeing RC-135 Rivet. Il fatto è avvenuto nello spazio internazionale, a 144 km. dalle coste cinesi della penisola di Shandong, nel mar Giallo.

Il portavoce del Pentagono, Peter Cook, ha comunicato che “il pilota ha riferito di come l’aereo sia passato davanti al suo al muso in un modo e pericoloso”, per quanto non vicino come nel caso del caccia che nell’agosto 2014 è passato a soli 7 metri da un aereo da ricognizione statunitense, compiendo una manovra acrobatica.

Tuttavia i casi sono due: o gli Usa sono sfortunati, o fanno volare troppi aerei spia. Difatti lo scorso 11 aprile un caccia russo Sukhoi Su-27 ha mancato di soli sei metri la collisione con un aereo spia statunitense RC-135 al confine dello spazio aereo di Kalinigrad.

Lo scramble comunicato oggi è avvenuto a pochi giorni dall’incontro alla Casa Bianca di Barak Obama con il presidente cinese Xi Jinping, durante il quale si parlerà, tra le varie cose, delle tensioni in oriente dovute alle continue dimostrazioni di forza della Cina e alla costruzione di isole artificiali nel mar Cinese Meridionale, le quali stanno costringendo i paesi dell’aerea ad aumentare le spese militari; anche il governo giapponese è al lavoro per cambiare la Costituzione pacifista, e di recente ha varato una nuova portaerei classe Izumo, la Kaga (lunghezza 248 metri, pescaggio 27mila tonnellate, 470 membri dell’equipaggio), ufficialmente classificata come “portaelicotteri”.