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La polizia di Hong Kong ha continuato oggi lo sgombero delle barricate iniziato il 19 novembre scorso, ed ha provveduto all’arresto dei più accesi fra le poche centinaia di manifestanti che, nonostante l’affievolirsi della protesta dovuto al calo di consenso nell’opinione pubblica, hanno continuato ad occupare la strada principale del centralissimo quartiere di Admiralty.
La manifestazione “degli ombrelli” è in atto da oltre due mesi ed è stata indetta dal movimento Occupy Central e dagli studenti per protestare contro la decisione presa dal Comitato permanente del Congresso del Popolo nazionale (Npc) secondo cui nel 2017 saranno i cittadini a scegliere il responsabile dell’Esecutivo locale, però fra due o tre candidati scelti da una rosa di nomi approvati da Pechino, ovvero “patriottici”.
L’ordine di sgombero è arrivato dalla magistratura per consentire il regolare flusso stradale, e segue quelli portati a termine presso i quartieri di Mong Kok e di Causeway Bay.
Fonti dei manifestanti affermano che quattro degli organizzatori delle manifestazioni sono stati arrestati oggi nelle loro abitazioni.
Divenuta colonia britannica dopo la Prima Guerra dell’Oppio (1839-1842), Hong Kong si espanse nel 1898 fino a comprendere il perimetro della penisola di Kowloon. In base ai trattati sarebbe rimasta britannica per 99 anni, com’è stato.
Amministrata come provincia speciale, è sede di uno dei principali centri finanziari internazionali. Conta 7 mln di abitanti.

