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Abe con jinpingAl vertice Apec in corso a Pechino è spirato un vento di distensione fra la Cina e il Giappone, dopo i numerosi screzi degli ultimi mesi dovuti soprattutto alle questioni della sovranità sulle isole Senkaku/Diaoyudao e delle visite dei ministri giapponesi al santuario Yasukuni, dove è custodito il Libro delle anime di quasi 2,5 mln di caduti, tra i quali 14 criminali di guerra di Classe A (crimini contro la Pace) e 1.068 condannati per crimini di guerra, coinvolti anche in massacri durante l’occupazione della penisola coreana e della Cina. Per la prima volta infatti si sono incontrati il presidente Xi Jinping e il premier giapponese Shinzo Abe, in un faccia-a-faccia dal quale l’esponente nipponico ha poi colto che “Giappone e Cina hanno bisogno l’una dell’altro” e che “In un certo senso noi siamo indissolubilmente legati”.

Per far evaporare secoli di tensioni (si pensi all’invasione della Cina da parte del Giappone nell’ultimo conflitto mondiale) occorrerà un processo lungo e pieno di ostacoli, ma l’incontro, durato mezz’ora presso la Grande Sala del Popolo su piazza Tiananmen, è certamente un primo passo.