di C. Alessandro Mauceri –
Il primo ottobre è ricorso l’anniversario per i 65 anni dalla fondazione della Repubblica popolare cinese. Una giornata storica da ricordare, anche se con le dovute preoccupazioni per i recenti moti di Hong Kong. In certi casi la prudenza non è mai troppa. Ma questa volta sembra proprio che i servizi segreti cinesi abbiano esagerato. Anzi, più che di esagerazione, forse sarebbe più corretto parlare di ridicolo.
La notizia è stata resa nota dal Beijing News (che però l’ha rimossa dopo poche ore), dal People’s Daily e da The Guardian: le autorità cinesi hanno ritenuto necessario perquisire minuziosamente ben 10mila piccioni che avrebbero volato sulla piazza Tienanmen. Quanto minuziosamente? Forse troppo dato che l’ispezione ha previsto addirittura un controllo completo sotto le piume di ali e collo e un’ispezione anale.
Ma non basta. Tutta l’operazione è stata accuratamente ripresa da telecamere. Perché? Solo dopo aver superato questo esame, i piccioni sono stati liberati sulla piazza in vista dei festeggiamenti. Il capo della sicurezza della capitale, Guo Chunwei, ha dichiarato al Jinghua Times che “ali, zampe e ano di ogni uccello sono stati esaminati dal personale incaricato per verificare che non portassero con sé elementi sospetti”. In un mondo controllato e governato da droni e computer cosa potesse apparire “sospetto” nell’ano di un piccione non è facile comprenderlo.
Ciò che invece è evidente è che la Cina, dopo aver scritto di fatto la parola fine sul comunismo e sull’economia chiusa che aveva caratterizzato la rivolta di Mao Zedong, ha visto aprirsi le porte del mercato globale, ma è stata costretta a fare i conti con nuovi problemi sociali. Problemi come quelli che stanno caratterizzando la rivolta di Hong Kong e che potrebbero aumentare il pericolo di terrorismo. Paure cresciute dopo gli attacchi rivendicati dal gruppo separatista di minoranza musulmana degli uiguri. Lo stesso gruppo che, alcuni mesi fa, a Pechino si è reso protagonista di scontri con la polizia che hanno causato un centinaio di morti.
Per questo motivo le autorità hanno ritenuto necessario adottare la massima cautela. E per questo hanno ritenuto che per sorvegliare i 20 milioni di visitatori non sarebbero bastati i circa 850mila volontari, le centinaia di elicotteri, né tutte le altre misure di sicurezza (oltremodo restrittive) adottate: era necessario perquisire scrupolosamente anche i piccioni. Non a caso il giornale indipendente Zhang Ping ha paragonato l’ispezione delle colombe alla situazione politica attuale in Cina: “La libertà e la dignità dei cinesi è sempre più vulnerabile e può essere espropriata in qualunque momento”, “prima bisogna passare attraverso le pene e le umiliazioni di un’ispezione anale e poi si ha l’obbligo di apparire pacifici e sorridenti nello schermo della tv di Stato”

