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Dopo l’attentato di ieri nello Xinkiang, dove una bomba è esplosa nella stazione della capitale, Urumqi uccidendo 3 persone e ferendone 79, il presidente cinese Xi Jinping, che tra l’altro si trovava in visita proprio nella regione, ha ordinato “azioni decisive” contro i “terroristi”.
Le modalità dell’attentato richiamano quelle dell’azione terroristica del 1 marzo avvenuto presso la stazione di Kumming, in cui vennero uccise 29 persone e ferite 130: anche in quest’occasione infatti i terroristi hanno fatto ricorso a bombe e coltelli contro i passanti.
La regione autonoma dello Xinkiang, situata nel nord-ovest della Cina e a maggioranza uigura, cioè turcofona e musulmana, è percorsa da venti secessionisti.
