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Circa 28.000 corsi d’acqua sono letteralmente scomparsi dalle Mappe della Cina e per le organizzazioni ecologiste è un’ulteriore prove del gravissimo dissesto ambientale del paese. La scoperta è stata fatta dagli incaricati del primo grande censimento nazionale delle acque. Rispetto a quanto si ritineva in precedenza, riporta The Times, più della metà dei fiumi e dei corsi d’acqua di cui si aveva notizia non esistono più e in Cina possono essere localizzati adesso soltanto 22.909 fiumi su un territorio di oltre 100 chilometri quadrati. Secondo i funzionari governativi il caso dei “fiumi mancanti” ha una doppia spiegazione: il cambiamento climatico globale ed eventuali errori dei precedenti cartografi. Una stima questa contestatad dagli ambientalisti che accusano il governo di cercare di minimizzare un fenomeno di ampia portata, devastante ed irreversibile. La Cina è il solo alleato e il primo partner commerciale della Corea del Nord, alla quale fornisce le risorse energetiche indispensabili per l’economia: tuttavia Pechino ha recentemente approvato in Consiglio dei Sicurezza il rafforzamento delle sanzioni in vigore contro Pyongyang dopo il terzo test nucleare nordcoreano. Il regime nordcoreano, come rappresaglia per delle manovre militari congiunte fra Corea del Sud e Stati Uniti, ha ordinato di avviare i preparativi necessari per un attacco missilistico contro il continente americano e le basi statunitensi nel Pacifico e in Corea del Sud.