Ansa, 24 ago 12 –

Migliaia di persone, tra cui anche diversi dissidenti, sono rinchiusi contro la loro volonta’ in istituti psichiatrici della Cina, spesso come forma di punizione per le loro proteste politiche. Lo rivela una relazione pubblicata dal gruppo Chrd (Chinese Human Rights Defenders), che arriva un mese prima della revisione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilita’ delle Nazioni Unite, ratificata nel 2008. Lo studio di Chrd, che e’ stato effettuato esaminando piu’ di 60 casi di persone detenute negli ospedali psichiatrici e dopo aver effettuato 15 interviste con persone che in precedenza erano state detenute in simili strutture, rileva che coloro che si trovano in carcere per presunte malattie mentali sono frequentemente sottoposti a trattamenti medici forzati, violenza e abusi fisici di vario tipo come ad esempio le scosse elettriche. ”Queste persone rappresentano uno dei gruppi piu’ vulnerabili in Cina – ha dichiarato Renee Xia, direttore internazionale di Chrd – non solo sono privati della liberta’ sulla base di presunte disabilita’, ma coloro che esercitano violenze o soprusi nei loro confronti raramente ne pagano le conseguenze legali”. Secondo il rapporto, la detenzione negli ospedali psichiatrici e’ utilizzata dal governo spesso per sbarazzarsi di attivisti, dissidenti e intellettuali scomodi. In un caso documentato, la relazione descrive come un avvocato per i diritti umani, Liu Shihui, ha videoregistrato un infermiere che gli diceva che i due ricoverati che egli era venuto a visitare in un ospedale psichiatrico sarebbero stati rilasciati solo se avessero deciso di smettere di fare petizioni e di criticare il governo. Allo stato attuale, come evidenzia il rapporto, non ci sono leggi precise in Cina in materia di salute mentale. Alla fine del mese il comitato permanente dovrebbe discutere una proposta adi legge sulla materia. Per Chrd il governo cinese dovrebbe garantire che i diritti umani dei pazienti siano rispettati perseguendo legalmente i responsabili per la detenzione ingiustificata e non motivata da reali e documentati problemi medici di persone negli ospedali psichiatrici.