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Tre anni di carcere al blogger cinese Qin Zhihui, per la diffusione di false voci in rete su noti personaggi politici e altre figure pubbliche. A Qin, noto come Qinhuohuo sulla piattaforma di Weibo, il Twitter cinese, i giudici della Corte del Popolo del distretto di Chaoyang, a Pechino, hanno inflitto il massimo della pena prevista per questo tipo di reato. Qin è stato giudicato colpevole di diffamazione e di aver diffuso voci non verificate su alcuni personaggi politici come l’ex ministro delle Ferrovie, Liu Zhijun, protagonista di un maxi-scandalo di tangenti negli anni in cui era al vertice dei Trasporti cinesi e condannato nel luglio scorso all’ergastolo per corruzione e abuso di potere.
Quello di Qin Zhihui è il primo caso di blogger finito davanti a un giudice per diffusione di voci non verificate su Internet, dopo che da agosto scorso era entrata in vigore la nuova legge che punisce la diffusione on line di notizie non verificate.
Tra i rumors non confermati, apparsi su Weibo, di cui Qin Zhihui è stato chiamato a rispondere davanti ai giudici, c’è anche uno relativo al possibile compenso da 200 milioni di yuan, oltre trenta milioni di dollari, per una vittima straniera dell’incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Wenzhou, nella provincia costiera del Zhejiang, nel luglio 2011. Il post su Weibo è stato ripostato altre undicimila volte e commentato da 3300 utenti. In base alle nuove norme anti-rumors, gli utenti di internet corrono il rischio di finire davanti al giudice nel caso in cui i post incriminati possano essere letti da oltre cinquemila followers o vengano ripostati oltre 500 volte. Secondo i dati ufficiali pubblicati dalla China Internet Network Information Center, a fine 2013 la Cina aveva 490 milioni di utenti di news on line, 430 milioni di blogger e 270 milioni di utenti delle piattaforme di microblogging, come Weibo. Tra i personaggi più noti della rete cinese a finire in manette per rumors non verificati c’è Charles Xue, arrestato nell’agosto scorso e rilasciato ieri su cauzione. Xue era uno dei maggiori commentatori di notizie su Weibo e uno degli opinionisti più duri della scena politica cinese, con circa dodici milioni di followers. Xue era stato inizialmente arrestato con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. In una confessione ripresa dalle telecamere dell’emittente televisiva statale CCTV, Xue aveva chiesto scusa agli utenti di Weibo per “avere ignorato l’opinione della maggioranza della società” cinese con i suoi post.

