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Sale la tensione ad Hong Kong: la Cina non vuole cedere la sua opzione di dire la sua su chi deve amministrare la dell’ex enclave britannica ed il Comitato permanente del Congresso del Popolo nazionale (Npc) ha comunicato di aver preso la decisione secondo cui nel 2017 saranno i cittadini a scegliere il responsabile esecutivo, però fra due o tre candidati scelti fra una rosa di nomi approvati da Pechino, ovvero “patriottici”.

Di fatto viene preclusa ogni sorta di opposizione, per cui gli attivisti di Occupy Central insistono nel proposito di organizzare corpose manifestazioni dei cittadini che chiedono una maggiore democrazia.

Oggi metà dei deputati locali vengono eletti dal popolo, mentre il governatore viene scelto da 1.200 esponenti del mondo imprenditoriale, sociale e finanziario, con comprovata fede nei confronti della Repubblica popolare cinese.

Le forze dell’ordine hanno comunicato di aver predisposto 28mila agenti in vista delle manifestazioni.

Divenuta colonia britannica dopo la Prima Guerra dell’Oppio (1839-1842), Hong Kong si espanse nel 1898 fino a comprendere il perimetro della penisola di Kowloon. In base ai trattati sarebbe rimasta britannica per 99 anni, com’è stato.

Amministrata come provincia speciale, Hong Kong è sede di uno dei principali centri finanziari internazionali. Conta 7 mln di abitanti.