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Il governo centrale cinese intende attrarre nuovi capitali e per farlo lascia da parte l’ormai ammuffito Libretto rosso di Mao e trasforma la zona nuova di Shanghai in un porto franco, ovvero un’area di libero scambio. Al momento si tratterebbe di un esperimento, ma già in passato certi “esperimenti”, come nel caso delle “zone economiche speciali” create da Deng Xiaoping, sono stati clonati e diffusi a tappeto su tutto il territorio.

Sono stati così predisposti 18 settori aperti al capitale straniero e a quello privato, in particolare quello bancario e quello finanziario.

A Shangai internet non sarà porto sotto l’occhio vigile della censura, come pure potranno essere venduti videogiochi proibiti nel resto del paese, ma qualcuno vi vede anche lo scopo di fare dello yen una moneta utilizzabile per l’area, ovvero un concorrente del dollaro e dell’euro.