di Giuseppe Gagliano –
Dopo anni di tensioni, accuse reciproche e guerre tariffarie, Donald Trump e Xi Jinping si sono incontrati a Busan, in Corea del Sud, per un colloquio che ha segnato una svolta tattica nel confronto fra Stati Uniti e Cina. Al termine del faccia a faccia, definito dallo stesso Trump “straordinario”, Washington ha annunciato una riduzione dei dazi sulle importazioni cinesi, scendendo dal 57% al 47%, e un dimezzamento delle tariffe sui precursori chimici del fentanyl. In cambio, Pechino si è impegnata a intensificare la lotta contro il traffico illegale dell’oppioide sintetico che miete migliaia di vittime americane ogni anno, a riprendere gli acquisti di soia dagli Stati Uniti e a mantenere stabili le esportazioni di terre rare.
Dietro la cortesia diplomatica si nasconde una logica di scambio: Trump offre sollievo commerciale a Pechino in cambio di collaborazione su tre terreni cruciali — salute pubblica, agricoltura e materie prime strategiche. È un baratto che risponde a interessi interni: il presidente americano cerca di rafforzare la base agricola del Midwest e di contenere l’epidemia di fentanyl, due questioni chiave in vista delle prossime elezioni. Xi, invece, mira a stabilizzare un’economia rallentata dalle restrizioni occidentali e dalla contrazione della domanda globale, mantenendo però l’influenza cinese sui settori ad alto valore tecnologico.
Più ancora dei dazi, l’elemento decisivo riguarda le terre rare, i minerali indispensabili per l’elettronica, l’automotive e la difesa. Pechino ne controlla oltre il 70% della produzione mondiale e aveva già minacciato di limitarne le esportazioni in risposta alle pressioni americane. Trump, nel dichiarare che “la Cina non imporrà controlli”, ha voluto rassicurare i mercati e dimostrare che il confronto economico non è sfociato in un conflitto aperto. Tuttavia, gli accordi siglati con Giappone e Paesi dell’Asia sudorientale per diversificare le forniture rivelano il vero obiettivo americano: ridurre gradualmente la dipendenza industriale dagli approvvigionamenti cinesi, anche a costo di un lungo periodo di instabilità commerciale.
Le reazioni dei mercati sono state immediate ma contrastanti. Gli indici asiatici e i futures europei hanno oscillato tra euforia e incertezza, segno che gli investitori considerano l’accordo un passo temporaneo. Il prezzo della soia, dopo un iniziale rialzo, si è indebolito: la promessa cinese di nuovi acquisti appare più simbolica che sostanziale. Al contrario, la Borsa di Shanghai ha registrato un calo, riflettendo la cautela di Pechino verso un’intesa che riduce la pressione ma non risolve le tensioni strutturali. La competizione resta, e con essa la sfiducia reciproca.
Curiosamente, durante l’incontro non si è parlato del chip Blackwell di Nvidia, cuore della nuova corsa all’intelligenza artificiale. Trump ha smentito ogni apertura sulle esportazioni di versioni ridotte del processore, consapevole che la supremazia tecnologica è ormai il vero terreno della rivalità. La guerra dei dazi, iniziata nel 2018, si è trasformata in una guerra per il controllo delle catene di valore digitali, dove le restrizioni sui semiconduttori pesano più di quelle sulle automobili o sull’acciaio.
L’accordo di Busan appare dunque come una tregua tattica più che una riconciliazione. Trump e Xi hanno scambiato concessioni senza toccare le cause profonde della tensione: la competizione per la leadership globale e la definizione del nuovo ordine economico post-pandemia. Gli Stati Uniti cercano di ricostruire la propria capacità industriale e di frenare l’espansione tecnologica cinese; la Cina tenta di presentarsi come partner indispensabile e di spezzare l’isolamento imposto dalle alleanze occidentali.
La riduzione dei dazi può attenuare la volatilità dei mercati e calmare gli elettori, ma non cambia la natura della rivalità. La guerra commerciale tra Washington e Pechino non è finita: semplicemente si è spostata dal terreno dei numeri a quello delle strategie, dove ogni concessione è un passo nella lunga marcia verso la supremazia tecnologica.




