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Un alto funzionario governativo ha confermato che sabato scorso “ci sono stati morti e feriti” in un incidente a sfondo etnico a Hotan, nella regione cinese del Xinjiang abitata dalla minoranza degli uighuri. “E’ stata una tragedia terribile” ha dichiarato Abdulhekim Weliyop all’ emittente Radio Free Asia (Rfa). Il funzionario non ha specificato il numero delle vittime, le cui stime variano dai due ai 15 morti, che sarebbero caduti in scontri tra giovani uighuri e agenti di polizia. Gli incidenti di Hotan sono avvenuti a pochi giorni di distanza da quelli di Turpan, che hanno provocato la morte di almeno 35 persone. A Urumqi, la capitale delle regione, reparti militari sono sfilati nei giorni scorsi insieme a quelli della polizia antisommossa nel tentativo di prevenire nuovi incidenti il 5 luglio, anniversario del massacro del 2009 nel quale persero la vita 197 persone. Pechino ha attribuito le violenze a gruppi di terroristi islamici. Gli esuli uighuri sostengono che il governo cinese esagera la portata della minaccia terroristica per giustificare la propria politica repressiva.