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Mentre si è in attesa del voto del Parlamento europeo su quale supporto offrire a Cipro e soprattutto rispondendo indirettamente alle critiche arrivate da Mosca, il ministro delle finanze tedesche, Wolfgang Schäuble, ha spiegato oggi, intervenendo a alla radio Deutschlandfunk, che “chi investe il proprio denaro nei paesi in cui si pagano meno tasse deve assumersene il rischio”, ovvero “ si è meno controllati” per cui “deve assumersene il rischio quando le banche di quel paese non sono più solvibili, è un dato di fatto”. Schäuble ha aggiunto, riferendosi alla possibile tassazione dei conti correnti bancari ciprioti, che “se non si procederà in questo modo, saranno i contribuenti europei a dover finanziare miliardi di investimenti stranieri a Cipro e ciò sarebbe irresponsabile”.
Per l’agenzia Moody’s, la somma che i privati, le aziende e le banche russe hanno stipato nei forzieri di Cipro sfiora i 23,8 miliardi di euro, da qui lo stracciarsi le vesti di Putin e di Medvedev per la tassazione forzata del prospettato 9,9 per cento.
“Solo i bolscevichi praticavano cose del genere – ha sottolineato il miliardario Alexandre Lebedev, citato dal giornale Izvestia – Nessun altro Paese sulla soglia di un fallimento ha mai agito in questo modo”.












