TMNews, 18 set 12 –
Per il professore Peter Wadhams, uno dei maggiori esperti di ghiacci al mondo, il “crollo finale” del Mar glaciale artico avverrà nell’estate 2015-2016. In quello che lui definisce un “disastro globale”, che si sta rivelando alle latitudini settentrionali – con la superficie marina che si ghiaccia e scioglie ogni anno che ha raggiunto l’estensione più ridotta mai registrata – il professore Wadhams, dell’Università di Cambridge ha auspicato di considerare in modo “urgente” nuove idee per ridurre le temperature nel mondo. “I cambiamenti climatici non sono più qualcosa per cui possiamo fare qualcosa in alcune decine di anni – ha scritto l’esperto in un’email inviata al quotidiano britannico The Guardian – e dobbiamo non solo ridurre in fretta le emissioni di Co2, ma esaminare anche urgentemente altri modi per rallentare il surriscaldamento globale, come le varie idee di geoingegneria che abbiamo suggerito”. Tra le tecniche artificiali di intervento umano, per contrastare i cambiamenti climatici, quella di rimandare nello spazio i raggi solari, rendere le nuvole più bianche o seminare nell’Oceano i minerali in grado di assorbire maggiore anidride carbonica. Wadhams ha raccolto per anni i dati sullo spessore dei ghiacci, tramite i sottomarini che passavano sotto l’Oceano, e aveva annunciato l’imminente scioglimento del manto ghiacciato nell’estate del 2007, quando fu raggiunta la precedente più bassa estensione dei ghiacci (4,17 milioni di chilometri quadrati). Quest’anno essa è calata, a sorpresa, di altri 500mila chilometri quadrati (fino a 3,5 milioni di chilometri quadrati): “Lo avevo predetto per anni. La causa principale è semplicemente il surriscaldamento della Terra – ha spiegato il professore, aggiungendo – questo crollo, ho predetto avverrà nel 2015-2016, momento in cui l’estate nell’Artico (da agosto a settembre) sarà senza ghiaccio. Il crollo finale verso questo stato sta già accadendo e il processo sarà probabilmente completato entro questa data”.

