di Vincenzo Tartaglia –
Negli ultimi giorni la Colombia ha messo in atto una serie di iniziative diplomatiche per reagire a quanto sta accadendo in America Latina e a livello globale, con l’obiettivo di trasformare Bogotà in un attore attivo e non passivo nello scenario internazionale.
In primo luogo, riguardo a Cuba, il presidente colombiano Gustavo Petro Urrego ha invitato il governo statunitense a «cambiare la propria politica» nei confronti dell’isola caraibica, criticando l’inasprimento del blocco economico e petrolifero.
Per quanto riguarda invece gli ultimi avvenimenti in Messico, segnati da violenti scontri a seguito della cattura di “El Mencho” del cartello CJNG, episodi che hanno destato forte preoccupazione a Bogotà, anch’essa storicamente impegnata nella lotta contro i narcos, il Ministero della Difesa ha reso noto che 325 nuovi sottufficiali dell’Esercito colombiano, di cui 226 uomini e 99 donne, si sono laureati alla Scuola Militare come esperti in Scienze Militari. Essi andranno a rafforzare la strategia di sicurezza del Paese.
Sul fronte regionale, con il confinante Venezuela, anch’esso ai ferri corti con gli Stati Uniti per la vicenda legata all’arresto di Nicolás Maduro, i governi di Colombia e Venezuela hanno concordato la riapertura totale della frontiera, la riattivazione dei consolati e un rafforzamento dell’integrazione economica come tabella di marcia per il 2026.
Parallelamente, la sezione colombiana di Latam Airlines, la più importante compagnia aerea sudamericana, ha annunciato la recente ripresa delle operazioni aeree tra Bogotà e Caracas.
A livello economico e diplomatico la Colombia si prepara inoltre a diventare l’epicentro di una storica integrazione intercontinentale, ospitando il “Forum di Alto Livello” tra la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) e gli Stati africani, che si terrà dal 18 al 21 marzo 2026.
Come riportato dai quotidiani Telesur ed El Espectador, l’obiettivo principale del Forum è consolidare un’agenda commerciale, culturale e politica capace di unire entrambe le regioni in un unico blocco di cooperazione.
La vicepresidente colombiana Francia Elena Márquez ha sottolineato che questo incontro rappresenterà un forum cruciale per promuovere e rafforzare la cooperazione del Sud globale, affrontando alcune delle principali sfide comuni tra Centro e Sud America e Africa, tra cui il cambiamento climatico, l’eradicazione della fame, la riduzione delle disuguaglianze, la costruzione della pace territoriale e globale e il rafforzamento della cooperazione economica.
La vicepresidente ha inoltre concluso la conferenza stampa affermando che si prevede che le esportazioni colombiane verso l’Africa raggiungeranno i 2,1 miliardi di dollari entro il 2030, sottolineando come il continente africano sia visto da Bogotà come un alleato strategico
Il 2026 sarà un anno cruciale per il Paese sudamericano, chiamato ad affrontare un quadro geopolitico interno ed esterno piuttosto instabile, a trovare nuovi sbocchi commerciali anche alla luce delle tensioni economiche internazionali e soprattutto a prepararsi alle delicate elezioni presidenziali previste per maggio.
La classe dirigente e la società colombiana sono infatti in fermento per l’avvicinarsi di questo appuntamento elettorale, che potrebbe rappresentare un momento di verità per il futuro politico del Paese.




