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Le Farc della Colombia hanno dichiarato il cessate-il-fuoco unilaterale a tempo indeterminato a partire da sabato, dopo che lo scorso 16 novembre le trattative con il governo di Bogotà in corso a l’Avana dal 2012 si sono interrotte a causa del rapimento del generale Ruben Alzate durante alcuni scontri avvenuti in una zona rurale situata nell’ovest del paese.

Il presidente Juan Manuel Santos aveva affermato nell’occasione che i negoziati non sarebbero ripresi “finché non saranno chiarite le circostanze del rapimento”, ma già pochi giorni dopo l’alto ufficiale è stato rilasciato illeso.

Per quanto Santos abbia fatto della fine delle ostilità uno dei capisaldi della sua politica, in realtà i militari regolari hanno continuato a dare la caccia ai guerriglieri, ma l’atteggiamento positivo annunciato oggi potrebbe portare alla fine delle ostilità: “Abbiamo deciso di dichiarare un cessate-il-fuoco unilaterale – si legge nel comunicato emesso dai ribelli – e di finire le ostilità per un periodo indeterminato di tempo, che dovrebbe poi essere trasformato in un armistizio”,

“I guerriglieri – continua la nota – ritengono che i prossimi mesi saranno essenziali per la pace e la riconciliazione in Colombia; si tratta di uno scenario di ora o mai più”.

Le Farc (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo) sono un gruppo marxista in lotta con il governo centrale di Bogotà fin dagli Anni ’60, ufficialmente impegnate nel rappresentare gli interessi dei poveri dell’entroterra contro le classi più agiate, l’ingerenza degli Stati Uniti d’America negli affari interni della Colombia, la privatizzazione delle risorse naturali e la presenza di multinazionali straniere.

Il para-stato delle Farc si alimenta attraverso la tassazione delle attività lecite ed illecite (quindi anche dei trafficanti di droga) del territorio controllato, cioè di circa un quarto del paese. Contano di circa 15mila effettivi ed il comandante attuale è Rodrigo Londonio, detto “Timochenko”.

Oltre alle Farc la Colombia deve fare i conti anche con altri gruppi armati di estrema sinistra, in particolare l’Eln, l’Esercito nazionale di liberazione.