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Sembra essere questione di poco il raggiungimento dell’accordo di pace fra le Farc-Ep e il governo colombiano, dopo un conflitto armato durato mezzo secolo che ha provocato decine di migliaia di morti.
I colloqui dell’Avana sono in corso dall’agosto 2012 ed hanno visto momenti di distensione e di tensione, tradottisi in patria con un altalenarsi di tregue e di attacchi anche violenti.
Oggi, in una riunione mediata dal leader cubano Raul Castro, le due parti hanno “sottolineato un interesse comune a continuare a progredire per raggiungere, nel tempo più breve possibile, un accordo che permetta di mettere fine al conflitto di oltre 50 anni e pervenire a una pace stabile e durevole in Colombia”.
La delegazione colombiana ha visto la partecipazione del ministro degli Esteri Maria Angela Holguin, di Humberto de la Calle e di Sergio Camarillo. Per le Farc-Ep vi erano il negoziatore capo Ivan Marquez, Pastor Alape e Carlos Antonio Lozada.
Le Farc sono una formazione di guerriglieri e di amministratori di ispirazione marxista-leninista, nata per, come dicono, proteggere gli interessi dei poveri e dei contadini che abitano l’entroterra colombiano contro le classi ricche e per opporsi all’ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni della Colombia, alla privatizzazione delle risorse naturali, alle multinazionali e alla violenza delle organizzazioni paramilitari. Le Farc, che controllano quindi ampie parti del territorio dell’entroterra, si sono finanziate grazie alla produzione e alla vendita della coca, per quanto sussistano dubbi sulla gestione diretta del narcotraffico.
L’intesa sottoscritta in settembre raccoglie tra l’altro punti chiave su cui si era già trovato l’accordo nel corso dei tre anni di trattative a Cuba, come la riforma agraria da attuarsi nel rispetto della società e dell’ambiente, la partecipazione degli ex guerriglieri alla vita politica (potranno costituire un partito a tutti gli effetti) e lo stop alla produzione della droga, per cui verrebbe adottata una riconversione delle coltivazioni in prodotti agricoli.
E stato inoltre stabilito che se la magistratura colombiana si attiverà per punire gli ex guerriglieri responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità, dovrà fare altrettanto anche con i gruppi paramilitari dell’AUC (Autodefensas Unidas de Colombia), vicini alla destra nazionalista ed autori di centinaia di assassini, massacri e di una sanguinosa guerra con le Farc.

