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Dopo il rapimento del generale Ruben Alzate, la Colombia ha sospeso le trattative di pace con il gruppo ribelle delle Farc in corso a Cuba dal 2012: ad annunciarlo è stato lo stesso presidente Juan Manuel Santos, il quale ha anche detto che l’alto ufficiale è stato rapito durante alcuni scontri avvenuti in una zona rurale nell’ovest del paese e che i negoziati non riprenderanno “finché non saranno chiarite le circostanze del rapimento”.

Le Farc (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo) sono un gruppo marxista in lotta con il governo centrale di Bogotà fin dagli Anni ’60, ufficialmente impegnate nel rappresentare gli interessi dei poveri dell’entroterra contro le classi più agiate, l’ingerenza degli Stati Uniti d’America negli affari interni della Colombia, la privatizzazione delle risorse naturali e la presenza di multinazionali straniere.

Il para-stato delle Farc si alimenta attraverso la tassazione delle attività lecite ed illecite (quindi anche dei trafficanti di droga) del territorio controllato, cioè di circa un quarto del paese. Contano di circa 15mila effettivi ed il comandante attuale è Rodrigo Londonio, detto “Timochenko”.

Oltre alle Farc la Colombia deve fare i conti anche con altri gruppi armati di estrema sinistra, in particolare l’Eln, l’Esercito nazionale di liberazione.

Non è tuttavia scontato che siano state le Farc a rapire il generale Alzate, in quanto la zona interessata dall’accaduto è anche terreno di bande criminali consistenti. Come lo stesso presidente Santos ha ammesso, il generale era con un altro ufficiale a bordo di una imbarcazione incaricata di studiare un progetto energetico: era in abiti civili, violando così i protocolli di sicurezza per chi si reca in una “zona rossa”.