Ansa, 1 feb 12 –
Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) hanno fatto sapere oggi di aver deciso di sospendere la liberazione unilaterale dei sei ostaggi annunciata tra dicembre e gennaio, perche’ la zona dove avrebbe dovuto realizzarsi il rilascio e’ stata ”militarizzata”. Ma il presidente Juan Manuel Santos, sfogando la sua rabbia su Twitter afferma: ”Non ci avevano dato coordinate. Basta per Dio con trucchi ed inganni”. ”L’area individuata per la liberazione dei prigiornieri di guerra e’ stata ingiustificatamente militarizzata. Questo ci impone di sospendere la nostra decisione”, il messaggio, che reca la firma della segreteria delle Farc e’ apparso stamani su un sito web, ed era indirizzato ad un’associazione da tempo impegnata per favorire il processo di pacificazione. Del gruppo fanno parte il premio Nobel per la pace Rigoberta Menchu, la scrittrice Isabel Allende, e l’ex senatrice colombiana Piedad Cordoba. ”Gli ostaggi vogliamo liberarli vivi, pero’ sembra che il governo preferisca consegnarli ai loro familiari nelle bare”, hanno scritto i guerriglieri nel comunicato, sottolineando tuttavia come la ”decisione” non sia cancellata ma solo sospesa con data da determinarsi. ”Non appena la follia impossessatasi del Palazzo di Narino (sede della presidenza) sara’ svanita – sottolineano – faremo un nuovo tentativo”. L’annuncio della liberazione degli ostaggi, cinque poliziotti ed un militare era arrivata in due tempi: i primi tre nomi erano stati segnalati a dicembre, mentre a meta’ gennaio era seguito il secondo messaggio con gli altri tre designati. Nelle ultime settimane si era cosi’ creata una fortissima aspettativa tra i familiari, che nella maggior parte casi attendono il ritorno a casa dei loro cari da oltre dieci anni. Il governo colombiano intanto fa sapere che i rivoluzionari non avevano fornito alcuna coordinata rispetto all’area del rilascio e il presidente Santos sfoga la sua rabbia su Twitter. Secondo gli analisti si tratterebbe di una strategia per dilatare i tempi e avanzare nuove richieste. Nella nota i rivoluzionari spiegano che ad avvertirli della trappola sarebbero stati ”militari patrioti” preoccupati che potesse ripetersi la mattanza del 26 novembre, quando quattro prigionieri furono uccisi dai guerriglieri messi in allarme dal sopraggiungere delle truppe dell’Esercito.

