di Guido Keller –
Esiste al mondo un intero popolo contrario alla pace. O forse esistono leader politici a cui piace scherzare con il fuoco, dal momento che la consultazione elettorale indetta dal presidente colombiano Juan Manuel Santos non era per nulla necessaria. Sta di fatto che il 50,2 per cento dei votanti (astensione al 60 per cento) ha respinto l’accordo di pace con le Farc-Ep, mandando in fumo quattro anni di lavoro e di trattative con la mediazione di Cuba e Norvegia e soprattutto cancellando la fine di un conflitto durato oltre mezzo secolo e che è costato la vita a oltre 100mila combattenti tra le parti e l’uccisione di 170mila civili.
Santos, certo di quanto indicavano i sondaggi, ha voluto il referendum per consolidare l’accordo di pace ma anche la propria immagine politica, ma di traverso si è messo l’ex presidente Alvaro Uribe, sostenitore del “no”: “si tratta di un accordo-tradimento – aveva affermato – che garantisce l’impunità a un gruppo di delinquenti che si sono dedicati per anni al traffico di droga, il sequestro, lo stupro e il reclutamento di minorenni”.
L’accordo di pace, firmato a Cuba lo scorso 24 agosto, prevedeva la fine di un conflitto durato oltre mezzo secolo, ma anche l’introduzione di una riforma agraria che si sarebbe dovuta attuare nel rispetto della società e dell’ambiente, la partecipazione degli ex guerriglieri alla vita politica (potranno costituire un partito a tutti gli effetti) e lo stop alla produzione della droga, per cui sarebbe stata adottata una riconversione delle coltivazioni in prodotti agricoli.
Era stato inoltre stabilito che se la magistratura colombiana si fosse attivata per punire gli ex guerriglieri responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità, avrebbe dovuto fare altrettanto anche con i gruppi paramilitari dell’AUC (Autodefensas Unidas de Colombia), vicini alla destra
nazionalista ed autori di centinaia di assassini, massacri e di una sanguinosa guerra con le Farc. Le Farc avranno sei mesi per consegnare le armi ai delegati Onu.
Sarà ora da vedere come riuscirà Santos a uscire sal cul de sac in cui si è infilato, anche perchè in occasione della ratifica dell’accordo lo scorso 27 settembre l’Unione Europea aveva eliminato le Farc dalla lista delle organizzazioni terroristiche ed altrettanto stavano per fare gli Stati Uniti.
Le Farc sono una formazione di guerriglieri e di amministratori di ispirazione marxista-leninista, nata per, come dicono, proteggere gli interessi dei poveri e dei contadini che abitano l’entroterra colombiano contro le classi ricche e per opporsi all’ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni della Colombia, alla privatizzazione delle risorse naturali, alle multinazionali e alla violenza delle organizzazioni paramilitari. Le Farc, che controllano quindi ampie parti del territorio dell’entroterra, si sono finanziate grazie alla produzione e alla vendita della coca, per quanto sussistano dubbi sulla gestione diretta del narcotraffico.

