di Enrico Oliari –

Se ne parlava da tempo, ma mai erano arrivate sul circuito internazionale le prove della presenza di jihiadisti e militanti di al-Qaeda impegnati nella in quella che in Siria è ormai uuna vera e propria guerra civile.

Settimana scorsa si erano uniti agli insorti anche una trentina di ex combattenti libici, ma i video amatoriali trasmessi dalla tv di Stato ed pubblicati in internet sono la prova della confusione che regna attualmente in Siria.

Nei video postati su youtube i qaedisti  sostengono di essere ormai numerosi in Siria e di aver creato veri e propri campi di addestramento nel paese.

Con una nota il Consiglio nazionale siriano (l’opposizione ad al-Assad), pur confermando la presenza di jihadisti e membri di al-Qaeda nel territorio, ha fatto sapere di non aver alcun tipo di rapporto con loro, mentre alcuni osservatori hanno spiegato che gli estremisti provengono dal confinante Iraq ed hanno l’obiettivo di fomentare l’odio interreligioso quale elemento di destabilizzazione in una terra, la Siria, da secoli abituata alla convivenza ed al reciproco rispetto fra gli appartenenti a l’una o a l’altra confessione o religione.

L’elemento della presenza di al-Qaeda in Siria complica ulteriormente la crisi lasciando prospettare, per le implicanze internazionali, il procrastinarsi della fine del conflitto.