di Giuliano Bifolchi * –

Si è conclusa la visita ufficiale del presidente Sergio Mattarella in Etiopia che ha permesso all’Italia di raggiungere ottimi risultati per quel che riguarda la cooperazione con il paese africano nei settori di economia, investimenti, sicurezza ed aiuti umanitari. Come ultima visita nella giornata di ieri il Capo di Stato italiano si è diretto verso Gambella per visitare il campo rifugiati di Teirkidi/Kule vicino ai confini con il Sud Sudan il quale attualmente ospita 55 mila rifugiati sudanesi e sfrutta il sistema idrico costruito grazie ai fondi italiani ed al lavoro della Cooperazione Italiana allo Sviluppo.

“Aiutare l’Africa – ha sottolineato Mattarella – è una priorità politica che deve essere aggiunta all’aspetto solidale ed umanitario”. Sebbene l’Etiopia stia faticando ed affrontando problematiche interne relative al settore idrico ed alimentare, il suo impegno nel campo umanitario ed il suo aiuto ai rifugiati del Sud Sudan deve essere elogiato e si scontra con coloro che in Europa promuovono politiche differenti come la costruzione di muri e barriere.

Il presidente italiano ha evidenziato come l’Italia abbia sempre cercato di rendersi utile nel settore umanitario e per tale motivo ha deciso di devolvere ulteriori fondi al campo rifugiati pari a 630 mila dollari per migliorare la fornitura di acqua e l’educazione. Oltre al campo rifugiati Mattarella ha visitato una stazione di distribuzione idrica e la scuola primaria gestita dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dall’organizzazione non governativa “Save the Children”.

Il 15 marzo Mattarella, insieme al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini e a Mario Giro, viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha incontrato ad Addis Adeba il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Nkosazana Dlamini Zuma, ed i suoi rappresentanti.

Durante il press briefing Dlamini Zuma hadichiarato che Italia ed Africa hanno una lunga storia di cooperazione e che lo Stato italiano può giocare un ruolo importante nel contribuire alla trasformazione dell’economia africana in differenti settori come ad esempio l’agricoltura, la lavorazione alimentare, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo di capacità lavorative e del personale, le fonti rinnovabili, l’imprenditorialità femminile, la realizzazione di infrastrutture, il mantenimento della sicurezza e la pace nella regione, i fenomeni migratori e la lotta ai matrimoni tra minori. Dlamini Zuma si è inoltre congratulato con l’Italia per l’organizzazione dell’Expo 2015 di Milano nello scorso anno.

Mattarella ha espresso la soddisfazione di aver visitato come primo paese africano l’Etiopia che, nel cuore della capitale Addis Adeba, ospita una delle più importanti istituzioni come l’Unione Africana che ha fornito un contributo significativo nel promuovere un continente più prospero, integrato e pacifico. L’incontro ha permesso di porre l’attenzione sulla cooperazione bilaterale nel campo della pace, della sicurezza e delle migrazioni, confermando l’opportunità per una partnership più forte e duratura.

Parlando della Libia le due parti, pur riconoscendo l’importanza del Governo di Unità Nazionale, hanno espresso pieno supporto al ruolo dell’Unione Africana che recentemente ha nominato il presidente Jakaya Kikwete inviato speciale per la Libia.

* Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.