Cinque svolte che hanno segnato gli equilibri mondiali: rimettile in fila con le frecce, dal più antico al più recente. Hai tre tentativi.

Riordina dal più antico al più recente.

  1. Napoleone Bonaparte cede agli Stati Uniti la Louisiana francese: con quindici milioni di dollari Washington raddoppia il proprio territorio e guadagna il controllo della foce del Mississippi (1803)
  2. Con il trattato negoziato da James Gadsden il Messico cede la striscia della Mesilla, a sud del Gila: dieci milioni di dollari per un corridoio adatto a una ferrovia verso il Pacifico (1853)
  3. La Russia imperiale vende agli Stati Uniti l’Alaska per poco più di sette milioni di dollari, rinunciando a un possedimento difficile da difendere sull’altra sponda del Pacifico (1867)
  4. Il trattato di Parigi chiude la guerra ispano-americana: la Spagna lascia Cuba e cede Portorico, Guam e le Filippine, queste ultime contro un versamento di venti milioni di dollari (1898)
  5. Le Indie occidentali danesi passano sotto sovranità statunitense per venticinque milioni di dollari e diventano le Isole Vergini americane, sentinelle sull’accesso caraibico al canale di Panamá (1917)

Non sempre le frontiere si spostano con le armi: in questi cinque casi cambiarono con un assegno, tra imperi a corto di risorse e una potenza in ascesa disposta a pagare. Il filo che li lega è l’acquisto di sovranità come strumento di espansione geopolitica, dal Mississippi ai Caraibi fino al Pacifico.