di Giuliano Bifolchi –
Per il periodo 2014-2016 la Federazione Russa erogherà un miliardo di rubli all’anno alla Repubblica di Abkhazia ed alla Repubblica dell’Ossezia del Sud, per un totale di sei miliardi di rubli (180 milioni di dollari circa), grazie all’ordine firmato dal Primo ministro russo Dimitry Medvedev lo scorso 4 gennaio.
Il documento approvato dal Primo Ministro russo prevede quindi lo stanziamento nel bilancio del Ministero delle Costruzioni, degli Alloggi e dei Servizi Comunali dei fondi utili ad aiutare lo sviluppo economico delle due repubbliche il cui scopo è stato inserito nella sottosezione “Relazioni Internazionali e Cooperazione Internazionale” delle spese del bilancio russo secondo quanto riferito il 10 gennaio presso sito internet ufficiale di informazione giuridica.
Il portale di informazione Kavkaz Uzel specializzato nell’area del Caucaso ha quantificato gli aiuti economici della Federazione Russa per lo sviluppo socio-economico della Repubblica di Abkhazia per il periodo 2010-2012 pari a circa 11 miliardi di rubli, mentre nel 2013 i fondi erogati da Mosca dovevano essere pari a 1,803 miliardi di rubli di cui soltanto il 53% realmente erogato.
Per l’Ossezia del Sud la Federazione Russa ha stanziato nell’agosto del 2008 1,5 miliardi di rubli ed altri 8,5 miliardi nel 2009, a cui hanno fatto seguito 6,81 miliardi nel 2011, 2,540 miliardi nel 2012 ed infine 2,7 miliardi previsti nel 2013 di cui la prima parte, ossia 949,553 milioni di rubli, è stata erogata a settembre.
Il Cremlino ha dimostrato da sempre attenzione nei confronti delle due repubbliche caucasiche, infatti grazie all’intervento delle truppe russe nell’agosto del 2008 contro le forze di Tbilisi (conflitto russo-georgiano) sia l’Abkhazia che l’Ossezia del Sud hanno potuto ottenere ufficialmente la propria indipendenza ed il riconoscimento di Mosca e soltanto grazie alla presenza dei soldati russi al confine queste due nazioni hanno potuto mantenere la propria autonomia e si sono potuti scongiurare ulteriori attacchi georgiani.
Fin da subito la Federazione Russa ha rappresentato un partner commerciale fondamentale per i due stati caucasici perché i 20 anni di conflitto in cui erano state immerse sia l’Abkhazia che l’Ossezia del Sud avevano lasciato una situazione nel 2008 disastrata aggravata maggiormente dal mancato riconoscimento internazionale che ne aveva favorito in realtà l’isolamento; mossa strategica da inquadrarsi nell’ottica di un ritorno alla vecchia Unione Sovietica o semplice aiuto a due nazioni da sempre in stretto rapporto con Mosca, non si può non riconoscere alla Russia però il merito di aver “salvato” questi due paesi negli ultimi anni grazie ai programmi di finanziamento e di erogazione fondi. Se gli esperti occidentali hanno denunciato tale azione del Cremlino come una volontà di estendere la propria influenza all’interno delle due repubbliche riuscendone indirettamente a controllare sviluppo economico e relazioni internazionali e ponendo un proprio “avamposto” fisso nel Caucaso, bisogna però evidenziare il grande supporto che Mosca ha fornito e continua a fornire a queste due nazioni che faticano ad essere riconosciute nel panorama internazionale e che per questo motivo sono obbligate a guardare in direzione del Cremlino. In Abkhazia, ad esempio, i fondi erogati dalla Federazione Russa rappresentano il 70% del budget nazionale e le politiche di sviluppo economico ed attrazione degli investimenti esteri avviate da Sukhum sembrano ancora non aver sortito gli effetti desiderati.
La stessa Italia non ha ancora riconosciuto Abkhazia e Ossezia del Sud come nazioni indipendenti ed autonome, fattore ovviamente influenzato dai giochi di politica internazionale che riguardano un’area strategica fondamentale come quella caucasica dove l’appoggio nei confronti di Sukhum e Tskhinvali vedrebbe lo scontento di Tbilisi e di conseguenza di Washington. Il 10 settembre scorso, ad esempio, il ministro degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud, David G. Sanakoev, aveva partecipato alla conferenza “Chi ha paura dell’Ossezia del Sud” a Roma con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana per poi nei giorni seguenti presentare una richiesta formale di riconoscimento alle istituzioni nazionali.
Sebbene l’Ossezia del Sud abbia soltanto iniziato da poco tempo a muovere i primi passi sul territorio italiano, diversa invece è l’attività dell’Abkhazia i cui rappresentanti hanno più volte partecipato ad eventi focalizzati sulla promozione culturale e commerciale del proprio paese, tra cui la firma in Sardegna di un protocollo di cooperazione e fratellanza tra la città di Sarroch e quella abkhaza di Gagra oppure la partecipazione alla Country Presentation organizzata dall’associazione ASRIE a Piacenza volta a promuovere le possibilità di investimento nel paese visto come un mercato locale con accesso facilitato verso il ben più noto ed ambito mercato russo .

