di C. Alessandro Mauceri –

Ormai non passa giorno che non si parli di ciò che avviene in Ucraina e in Crimea. C’è chi annuncia una nuova “Guerra fredda” e chi invece teme un attacco diretto da parte degli USA, magari “autorizzato”, ma non per questo “giustificato” da qualche organismo internazionale.

Pochi, però, hanno posto l’attenzione su due aspetti importanti.

Il primo è che i militari presenti in Ucraina e in Crimea sono per lo più dei mercenari (chiamarli “contractor” non cambia il loro ruolo). A combattere per le strade dei due Paesi raramente sono militari “regolari”, molto più spesso si tratta di mercenari assoldati non si sa da chi e non si sa per cosa. Lo dimostra il fatto che la maggior parte delle fotografie provenienti dall’Ucraina e dalla Crimea ritraggono militari in divisa mimetica, armati di tutto punto o su veicoli militari, ma quasi sempre dal voto coperto. Che motivo avrebbe un militare che combatte per il proprio Paese di nascondere il proprio volto? Nessuno. Se lo fa è perché non è un militare “regolare”, ma un mercenario.

Allo stesso modo, ormai le missioni esplorative, ma sempre più spesso anche veri e propri attacchi, vengono realizzati dai militari facendo uso di droni. Il ricorso a questo mezzo permette a chi vuole “intervenire” o invadere militarmente un Paese, di farlo senza correre il rischio di avere ripercussioni diplomatiche (ammesso che la diplomazia esista ancora). Poco importa se i droni ogni tanto colpiscono gli obiettivi sbagliati e uccidono decine di civili (come è avvenuto in Pakistan, in Afganistan e come anche Amnesty International e l’ONU hanno denunciato alla fine dello scorso anno, ovviamente senza ottenere alcuna risposta). Del resto è proprio a questo che servono i droni. Al peggio, sarà sufficiente emanare un comunicato stampa in cui si afferma che i droni responsabili delle stragi non erano di questo o di quel Paese e tutto finisce lì. Senza parlare dei presunti aiuti militari ed economici americani addirittura ad estremisti di al-Qaeda-

Ma la vicenda “Ucraina” ha messo in luce anche un altro aspetto del nuovo modo di combattere le guerre … sì perché, in realtà, di questo si tratta e non di diplomazia. Oggi più che mai, le battaglie si combattono grazie all’utilizzo di strumenti economici e finanziari. Hanno cominciato gli americani bloccando i conti correnti depositati presso banche statunitensi di alcuni imprenditori russi. Ovviamente la Russia ha minacciato di ritirare parte dei propri depositi presso il FMI che, per contro, si sarebbe affrettato a concedere aiuti a pioggia all’Ucraina. Ma non è finita: pochi giorni fa tredici osservatori dell’Osce sono stati rapiti insieme a cinque militari ucraini, da “separatisti filorussi” (altri contractor?). E in Ucraina il nuovo premier ad interim, in prossimità delle elezioni (e quindi della fine del proprio mandato) ha pensato fosse necessario fare una serie di missioni all’estero per stipulare solidi contatti con tutti i maggiori Paesi UE e con gli USA. Non prima di aver chiuso i rubinetti per la fornitura delle risorse idriche alla Crimea.

Il tutto, naturalmente, celato dietro una fitta serie di incontri diplomatici e di intercettazioni scandalistiche circa la volontà di questa o quella parte di invadere la parte avversa. Sarebbe stato per questo motivo che, mentre si svolgeva il “G8-1” (la Russia è stata esclusa), esponenti di USA e Russia si incontravano quasi segretamente in Svizzera e a Parigi. E per favorire le vendite dei media veniva pubblicata la registrazione della conversazione tra due ambasciatori russi, Igor Chubarov e Sergei Bakharev, i quali avrebbero parlato delle mire espansionistiche della Russia, quella di un diplomatico statunitense, cioè “La Ue si fotta” – la telefonata è stata messa su Youtube dalla Russia, e gli Usa hanno “chiesto scusa” per i commenti riportati e da tempo, ormai, circola la registrazione di una conversazione tra il ministro degli Esteri estone, Urmas Paet, e Catherine Ashton, dove s è detto che “È brutto sapere che la nuova coalizione non voglia chiarire cosa sia successo esattamente. Esiste il forte sospetto che dietro agli sniper (altro eufemismo per indicare i cecchini n.d.r.) non ci fosse Yanukovich ma qualcuno della nuova coalizione”, si sente nell’audio.

La realtà forse è che quando gli USA si sono trovati di fronte non un “piccolo” Stato come l’Afganistan o la Libia o l’Iraq, ma un colosso economico globale come la Russia, hanno pensato che era necessario adottare nuove strategie “militari”: con la “questione Ucraina” sta prendendo piede un nuovo modo di “fare la guerra”, diverso dai conflitti bellici che hanno caratterizzato i primi due terzi del secolo scorso e anche dalla guerra fredda che ha oscurato i rapporti tra USA e URSS. D’ora in poi a combattere le guerre non saranno gli eserciti, ma le organizzazioni internazionali con i loro veti e i loro aiuti finanziari, le banche, i droni, i “contractor”, lo spionaggio informatico e i media.

E tutto verrà fatto dai governi senza mai chiedere il consenso ai cittadini… del resto perché farlo dato che “ufficialmente” non si è in guerra?