di Guido Keller

La Conferenza Cop21 sul clima in corso a Parigi è stata aperta questa mattina dal presidente francese Francoise Hollande, dopo l’osservazione di un minuto di silenzio chiesta dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per le vittime delle stragi del 13 novembre.

Nel suo intervento Hollande ha indicato l’occasione della conferenza, alla quale partecipano 195 paesi e 150 fra capi di Stato e di governo, come “un’immensa speranza che non abbiamo il diritto di deludere. È una sfida che non dobbiamo perdere perché si tratta di un miliardo di essere umani che ci guarda”. Per Hollande il surriscaldamento del pianeta e quindi i disastri ambientali già in atto “creano conflitti, danno luogo a più migrazioni di quanto facciano le guerre. Dobbiamo intervenire in nome della giustizia climatica. Quello che è in gioco in questa conferenza è la pace perché rischiamo una guerra per l’accesso all’acqua. Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande come quella sul futuro del pianeta, della vita. Qui non bastano le dichiarazioni di intenti, noi a Parigi siamo a un punto di rottura e di partenza per una trasformazione mondiale”. “Abbiamo l’opportunità – ha aggiunto – di creare uno sviluppo con le energie rinnovabili, il trasporto pulito e la biodiversità. Dobbiamo costruire un modello basato sulla cooperazione, in cui sia più conveniente preservare che distruggere”.

Quella di oggi è “un’occasione politica unica che potrebbe non tornare”, ha poi detto Ban Ki-moon, aggiungendo, riferendosi ai leader presenti, che “Il futuro del mondo è nelle vostre mani, non sono consentite indecisioni. Voi avete il potere di assicurare il benessere di questa e della prossima generazione”. Occorre quindi individuare “il compromesso, il consenso e, se è necessario, anche la flessibilità” per trovare delle soluzioni in modo da tenere entro i limiti il riscaldamento del pianeta e quindi combattere le emissioni che generano i gas serra.

Il premier italiano Matteo Renzi ha ricordato che l’Italia ha ridotto le emissioni del 23% dal 1990, ha un piano di investimenti per quattro miliardi di dollari da qui al 2020, le nostre aziende sono in prima fila, da Eni a Enel. L’Italia ha molto da dire e da fare in questo settore”. Per cui “Dobbiamo uscire dalla retorica che l’Italia non fa abbastanza”. Ha poi spiegato che si tratta di “una partita molto difficile, e a pranzo c’è stato un momento di confronto anche acceso su questo. Non sarà facile arrivare a un accordo ma è una condizione fondamentale. L’accordo va trovato”, altrimenti “abbiamo una grande responsabilità: come politici siamo chiamati a disegnare il futuro del mondo. Seneca diceva che tutta l’arte è imitazione della natura. I politici sono chiamati a un capolavoro, disegnare la scena in cui vivranno i nostri figli”.

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che “si può prestare attenzione alla crescita economica senza per questo trascurare l’ambiente. Il nostro paese è stato fra i primi al mondo a ridurre i consumi energetici dell’economia negli ultimi anni e a ridurre in modo considerevole le emissioni di gas serra, tanto da frenare di un anno il riscaldamento climatico, ma al tempo stesso ha raddoppiato il suo Pil”. Per Putin va raggiunto a Parigi un accordo vincolante “efficace, equilibrato e globale, un prolungamento ideale del protocollo di Kyoto”.

I lavori della conferenza dureranno due settimane.