di C. Alessandro Mauceri –

Qualche settimana fa ha sorpreso l’assenza del leader nord coreano, Kim Jong-un, ad un importante incontro con la Corea del Sud. La motivazione ufficiale è stata un malore probabilmente legato a non meglio definiti problemi ad una gamba.

E pochi giorni fa, di nuovo il discusso (fino ad oggi, almeno apparentemente, solo fuori dalla Corea) leader nordcoreano è stato assente ad un altro evento molto importante: la cerimonia annuale in onore del 69esimo anniversario della fondazione del Partito dei lavoratori.

Il fatto è che questa è l’assenza dalle scene più lunga del leader nordcoreano da quando è stato eletto. E ovviamente, non essendo state fornite comunicazioni ufficiali, sono state avanzate le ipotesi più disparate. Secondo India Today, Kim Jong-un sarebbe malato a causa di un “consumo eccessivo di formaggio importato”. Secondo Businessweek, invece, il leader coreano potrebbe avere problemi di gotta: “Il sempre più grasso Kim sta semplicemente soffrendo per una malattia fisica, molto probabilmente gotta, stando a quanto dicono i media sudcoreani”.

Il realtà, pare che non si sappia nemmeno dove Kim Jong-un si trovi in questo momento. Il New York Times, che riferisce una dichiarazione del ministro della Difesa della Corea del Sud, ha avanzato l’ipotesi che Kim si “trova in un posto a nord di Pyongyang”. Secondo altri, il leader nord coreano sarebbe stato operato alle caviglie a causa dei tacchi molto alti che usa apparire più alto di quanto non sia, e sarebbe in convalescenza in ospedale.

La verità è che, quando si tratta di notizie sulla Corea del Nord e su Kim Jong-un, la disinformazione sembra essere parte del gioco. Il numero di notizie false messe in circolazione o trasmesse ad arte ai media, non si conta più: qualche tempo fa fu diffusa addirittura la notizia che scienziati nordcoreani avevano trovato prove dell’esistenza degli unicorni.

L’unico dato certo è che Kim Jong-un manca dalle scene ufficiali ormai da più di un mese, il periodo più lungo in assoluto da quando è salito al potere, nel 2011. “A un certo punto, se Kim continua a non apparire in pubblico, dovremo cominciare a pensare che ci sia un problema serio”, ha detto al New York Times John Delury, un esperto di Corea del Nord alla Yonsei University di Seul.

Ma un’altra cosa è certa. Cioè che si starebbe valutando la possibilità di portare davanti alla Corte penale internazionale dell’Aja, il leader della Corea del Nord accusandolo per le ripetute violazioni dei diritti umani. La notizia è stata confermata anche dal ministero degli Esteri di Seul che, in una nota, ha detto che “richiederà molto coordinamento nella fase negoziale”.

E in questo caso l’Unione Europea potrebbe avere un ruolo importante, e non solo diplomatico. È stata proprio l’UE ad inviare all’Onu il rapporto di quasi 400 pagine che riporta di “numerosi e gravissimi crimini contro l’umanità”, paragonabili “alle atrocità dell’epoca nazista”, commessi dal regime.