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A pochi giorni dalla ripresa da parte di Seul della diffusione attraverso potenti megafoni di messaggi propagandistici presso il confine con la Corea del Nord, vi è stata la prima reazione di Pyongyang, con l’artiglieria che ha aperto il fuoco contro uno degli altoparlanti.
I militari sudcoreani non hanno risposto al fuoco e dall’inchiesta non sono risultati feriti.
L’iniziativa di riprendere dopo 11 anni l’uso dei megafoni è stata decisa dalle autorità sudcoreane dopo il piazzamento di mine anti-uomo da parte del governo di Pyongyang a ridosso della linea di demarcazione fra i due stati e dopo che due guardie di frontiera sudcoreane nei giorni scorsi sono rimaste mutilate, per cui le autorità di Seul hanno fatto sapere che faranno pagare al Nord un “caro prezzo”.
Una forma di protesta e di propaganda mai venuta meno è invece quella dei palloncini propagandistici, motivo di scontro dialettico fra i due paesi: il lancio di ottobre aveva fatto saltare il dialogo sul riavvicinamento presso il villaggio di frontiera di Panmunjon, di fatto diviso in due dal confine del 38.mo parallelo e tradizionalmente deputato a questo genere di contatto.

