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Non è andata giù a Pyongyang la risoluzione approvata martedì scorso dalle Nazioni Unite che vorrebbe portare il regime di Kim Jong-un davanti alla Corte penale internazionale, un’azione definita come “un atto di aggressione degli Usa”: il ministero degli Esteri nordcoreano ha diffuso un comunicato in cui si parla di “decisione che non ci permette di astenerci da un nuovo test nucleare”, mentre i satelliti spia hanno già rilevato i tecnici intenti a riavviare l’impianto di ritrattamento destinato all’estrazione di plutonio di qualità militare nel complesso nucleare di Yongbyon.
L’ultimo test atomico è stato portato a termine il 12 febbraio 2013 presumibilmente non distante dalla città di Kilju County; lo “United States Geological Survey” ha stimato una potenza compresa tra i 6-7 kilotoni di TNT. I due precedenti risalgono all’ottobre 2006 e al maggio 2009.
Il mostrare i muscoli da parte del regime guidato da Kim Jong-un ha valenza soprattutto di carattere interno per giustificare le ingenti spese militari al popolo affamato e costretto a dipendere dagli aiuti alimentari esterni.

