di Giancarlo Pappagallo –
Nonostante le schiaccianti vittorie elettorali degli ultimi anni (elezioni presidenziali, legislative, amministrative), il partito della presidente Park, il Saenury, sembra avviato a vivere una stagione politica piuttosto calda, dovuta alle divisioni che stanno emergendo tra i vertici del movimento.
Le origini dello scontro, pur essendo molto risalenti, sono diventate evidenti con l’elezione di Kim Moo-sung alla presidenza del partito, scavalcando per circa 8 punti percentuali l’uomo di fiducia della Park, Suh Chung-won. Il primo banco di prova per la tenuta del partito, e per l’autorità della Presidente, si è materializzato con la proposta di riforma del sistema politico sudcoreano e dei poteri del Presidente della Repubblica. Il neo presidente del Saenury, durante un viaggio in Cina, e senza preventivo accordo con gli uffici della Presidenza, ha annunciato che entro fine anno verrà depositata all’Assemblea Nazionale una proposta di legge che ridurrà significativamente le prerogative e i poteri presidenziali, trasformando di fatto una Repubblica presidenziale qual è quella sudcoreana, in una Repubblica semi-presidenziale “alla francese”. La proposta di legge, avversata dalla Presidente Park, è sostenuta da circa 150 parlamentari. A provocare l’ira della Presidenza non è solo la proposta in sé ma anche le modalità con cui questa è stata ufficializzata.
Dal momento della sua elezione alla presidenza del Saenury, Kim Moo-sung ha incrementato notevolmente la sua visibilità ed è parso particolarmente attivo anche a livello internazionale. Non è un caso che lo stesso abbia annunciato la proposta di legge durante il citato viaggio in Cina, nell’ambito del quale ha incontrato il presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping. Questo incontro assume particolare rilevanza se consideriamo che Kim Moo-sung è un importante esponente politico ma non è certo un membro del governo. L’ambizioso Kim gioca d’anticipo e mira ad assumere la più alta carica dello Stato alle prossime elezioni presidenziali del 2017. Una mossa tanto repentina quanto indigesta, e poco elegante, per la presidente in carica Park.
In un sondaggio effettuato prima dell’incoronamento al vertice del partito, Kim Moo-sung emergeva come secondo miglior candidato per le presidenziali del 2017, subito dopo l’attuale sindaco di Seoul Park Won-soon. E’ certo, tuttavia, che l’attuale visibilità, e il protagonismo che la contraddistingue, farà aumentare le chances di Kim, ma esacerberà ancor di più le tensioni all’interno del Partito e i rapporti con la Presidente Park, la quale mostra i primi segni di debolezza politica.

