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Spostandosi dal Giappone, dov’era in visita, in Corea del Sud, il presidente Usa Barak Obama è intervenuto a Seul in un incontro con le truppe statunitensi dislocate nel paese asiatico affermando che la frontiera con la Corea del Nord “segna il confine della libertà” e che quel paese è “uno Stato reietto che lascerebbe alla fame il suo popolo piuttosto che alimentarne le speranze e i sogni”: per Obama si tratterebbe di un problema anche per l’alleata Cina, di una “minaccia significativa”, cosa che rappresenta un “segnale incoraggiante”.
Obama ha spiegato che le minacce di Pyonyang di un nuovo test nucleare sono da prendere sul serio, ovvero che la Corea del Nord “è pronta in tutto e per tutto a effettuare il test nucleare”, il quarto, dopo quelli del 2006, del 2009 e del 2013, magari del “nuovo tipo” annunciato a fine marzo dal regime.
Anche la presidente sud-coreana Park Geun-hye ha affermato che “Siamo sicuri che lo possono fare in ogni momento”.
Mentre era a Tokyo Obama aveva spiegato che “Lavorando con il Giappone, con la Corea del Sud e con la Cina possiamo fare nuove pressioni sulla Corea del Nord perché finisca per prendere un’altra direzione”.
L’ultimo test atomico è stato portato a termine il 12 febbraio 2013 presumibilmente non distante dalla la città di Kilju County; il ‘United States Geological Survey’ ha stimato una potenza compresa tra i 6-7 kilotoni di TNT.

