di Giancarlo Pappagallo –
La Corea del Sud ha introdotto nuove misure restrittive ai visti e ai permessi di soggiorno per motivi familiari. La questione riguarda ogni anno migliaia di nuove famiglie “miste” e, in particolare, i matrimoni stipulati con intervento di agenzie matrimoniali specializzate.
Negli ultimi anni si è verificato un picco di richieste di visti per ricongiungimento familiare: dal 2000 ad oggi, 236.000 donne straniere hanno ottenuto la residenza in Corea del Sud per ricongiungimento familiare con il proprio coniuge. Da queste unioni sono nati, secondo l’Istituto di Statistica sudcoreano, circa 190.000 bambini.
La maggior parte delle spose (80%) proviene da Cina, Vietnam, Filippine, Cambogia, Thailandia e Mongolia, e molte di loro arrivano attraverso la mediazione di agenzie matrimoniali. Questo tipo di attività non ha subito restrizioni particolari fino al 2010, quando era ormai diventato evidente che una parte delle donne straniere, una volta giunte in Corea del Sud, diventavano vittime di violenza e soprusi di ogni genere. Una legge del 2010 ha introdotto sanzioni penali (due anni di carcere) agli “agenti matrimoniali” che forniscono false informazioni alle donne straniere per convincerle a trasferirsi e sposarsi in Corea del Sud. La nuova legislazione ha avuto un impatto immediato nel mercato dei matrimoni per procura, con un calo del numero di agenti da 1.697, nel 2011, a 512, alla fine del 2013.
Un’ulteriore iniziativa legislativa, entrata in vigore lo scorso 1mo aprile, prevede che il coniuge straniero che voglia ottenere il visto per ricongiungimento familiare superi un test di lingua coreana e che il partner coreano dimostri annualmente di avere un reddito minimo di 14,8 milioni di Won (circa 10.300,00 Euro). La giustificazione delle autorità è questa: le cause principali di attrito e di violenza fra le coppie miste sono la difficoltà di comunicazione e il basso reddito. La nuova normativa non riguarda soltanto i matrimoni “combinati” tramite agenzie ma tutti, andando a complicare non poco la vita delle coppie miste in Corea del Sud. Tuttavia, la nuova normativa pare essere in linea con l’opinione pubblica sudcoreana. Secondo l’Asan Institute for Policy Studies il 32% dei sudcoreani intervistati ritiene le coppie miste una minaccia per la coesione sociale del paese.

