di Valentino De Bernardis –
Il 2015 si apre con una importante novità sotto i cieli di Zagabria, e ancora più nello specifico per la sua politica energetica.
Giunto a scadenza lo scorso 3 novembre il primo bando internazionale per l’esplorazione e lo sfruttamento di eventuali riserve di idrocarburi offshore nel mare Adriatico, un comitato di esperti, con in testa il ministro dell’Economia, Ivan Vrdoljak, è stato impegnato per due mesi nella valutazione delle offerte fatte dalle società che hanno presentato i loro progetti di sfruttamento dei blocchi marittimi (ogni blocco è compreso tra i 1.000 e i 1.600 km quadrati). Tenuti conto delle summenzionate valutazioni, il 2 gennaio, nel corso della prima riunione dell’Esecutivo, sono stati ufficializzati i vincitori.
Ad aggiudicarsi le concessioni governative sono stati due consorzi e una compagnia. A fare la parte del leone è stato il consorzio formato dall’austriaca OMV e la statunitense Marathon Oil Corporation che si sono aggiudicati sette blocchi (Nord Adriatico 8, Adriatico centrale 10,11,22,23 e Sud Adriatico 27,28). La compagnia croato-ungherese INA (gruppo MOL) ha ottenuto due licenze (Sud Adriatico 25 e 26), mentre il consorzio dell’italiana Eni e dell’inglese MedOilgas una (Adriatico centrale 9).
Secondo stime ufficiali le offerte ricevute garantirebbero un piano di investimenti per le attività di ricerca del valore di circa 520 milioni di euro, di cui quasi 13 milioni di euro dovrebbero essere versati direttamente nelle casse dello stato al momento della firma dei contratti.
Oggigiorno la Croazia copre circa il 65% del suo consumo di gas annuale, circa 2,7mld di metri cubi, con una propria produzione onshore e offshore; si conta quindi sul fatto che i risultati delle nuove esplorazioni consentiranno di soddisfare in pieno la domanda interna e di poter anche iniziare ad esportare. Le concessionarie ora hanno fino al 2 aprile di tempo per firmare i contratti.
Nonostante l’assenza di un concreto studio sul possibile impatto ambientale, la decisione del governo croato di spingere sull’acceleratore si può tradurre come la speranza di trovare nei fondali dell’Adriatico la via di uscita ad una recessione lunga sei anni (e magari la rielezione per il primo ministro Milanovic alle elezioni parlamentari del prossimo Dicembre).

