di Gaetano De Pinto

Dato nei giorni scorsi per morto dalle organizzazioni di opposizione, il leader rivoluzionario cubano Fidel Castro è intervenuto oggi più vivo che mai per dire la sua sul disgelo in corso fra Stati Uniti e Cuba, facendo essere possibilista rispetto al dialogo, ma comunque di nutrire una certa diffidenza nei confronti del nemico di sempre: “Non ho fiducia nella politica degli Stati Uniti, né ho scambiato una sola parola con loro, ma questo non significa un rifiuto nei confronti di una soluzione pacifica dei conflitti o dei rischi di guerra”, ha spiegato in una lettera rivolta alla Federazione Studentesca Universitaria, letta da uno studente ripreso dalla televisione statale.

Nella lettera Castro ha anche espresso compiacimento per la politica del fratello Raul, affermando che “Il presidente cubano ha compiuto passi pertinenti in linea con le prerogative e le facoltà che gli sono stata concesse dall’Assemblea Nazionale e dal Partito comunista di Cuba”.

“Qualunque soluzione – ha aggiungo il “Lìder maximo” – pacifica o negoziata dei problemi tra Stati Uniti e i popoli o qualunque popolo dell’America Latina, che non implichi la forza o l’uso della forza, dovrà essere trattata in accordo con i principi e con le norme internazionali” e noi “Difenderemo sempre la cooperazione e l’amicizia con tutti i popoli del mondo e tra essi quelli dei nostri avversari politici”.