di Enrico Oliari –
Era il 2003 quando 75 oppositori al regime castrista, accusati di attività controrivoluzionaria al soldo delle potenze straniere, vennero prelevati dalle loro case e condotti nelle prigioni cubane. La reazione delle mogli, guidate da Laura Pollan, fu quella di una marcia pacifica e silenziosa vestite di bianco, con un giglio in mano, gesto con il quale veniva richiesta la liberazione dei prigionieri.
Grazie anche al contributo della Chiesa cattolica ed in particolare al cardinale Jaime Ortega, l’impatto mediatico internazionale fu rilevante, tanto che gradualmente il regime castrista provvide al rilascio degli oppositori, gli ultimi dei quali riacquistarono la libertà nel marzo 2011.
Nel frattempo quello delle ‘Dame in bianco’ si trasformò in un vero e proprio organismo di opposizione al regime, l’unico ad essere tollerato nell’isola caraibica dalle autorità governatove, anche se, secondo Cuba News, rivista on line curata da Gioia Minuti, la fama internazionale raggiunta non corrisponderebbe ad un peso reale nell’opinione pubblica cubana, dove “suscitano piuttosto l’indifferenza ed il rifiuto della popolazione”.
Anche la manifestazione del 21 aprile 2008 in piazza della Rivoluzione a L’Avana, repressa, stando alla stampa occidentale, con arresti, sarebbe stata, secondo altre fonti, semplicemente interrotta e quindi tradotta con l’accompagnamento a casa delle manifestanti.
Laura Pollan morì di arresto cardiaco nel 2011, lasciando un gruppo attivo e cresciuto dal punto di vista numerico, fortemente sostenuto dalla Chiesa cattolica.
Forse per prevenire, tuttavia, momenti sconvenienti in occasione della visita del papa, prevista per settimana prossima, almeno 70 attivisti del gruppo sono stati arrestati nei giorni scorsi, tra i quali la leader Berta Soler, la quale, come scrive oggi El Mundo, avrebbe voluto incontrare il pontefice.
Secondo Elizardo Sanchez, della Cuban Human Rights and National Reconciliation Commission, gli arresti “non stanno creando un clima favorevole” e si sarebbero verificati non solo nella capitale, ma anche in altre città.
Le marce di protesta delle ‘Dame in bianco’, con le quali viene richiesta la liberazione dei prigionieri politici, sono le uniche manifestazione concesse a Cuba, forse per il fatto di essere supportate dalla Chiesa, ed hanno l’obbligo di seguire percorsi predefiniti.

