di Gaetano de Pinto –

Intervenendo al vertice dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, il presidente cubano Raul Castro si è riferito al disgelo in corso con Washington affermando che “Il ristabilimento dei rapporti diplomatici è l’avvio di un processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali, ma questo non sarà possibile fino a quando rimarrà l’embargo e fino a quando non restituiranno il territorio illegamente occupato dalla base navale di Guantanamo”.

Guantanamo è un’insenatura di 116 km² situata nell’omonima provincia, nella punta sud-est dell’isola di Cuba, a oltre 21 km a sud della città di Guantanamo, nota soprattutto per la presenza dell’omonima base navale statunitense e del relativo campo di prigionia.

Nel 1898, in occasione della guerra ispano-americana, vi arrivò la flotta Usa, che aiutò i cubani a rendersi indipendenti dalla Spagna: nel 1903 il presidente della neonata repubblica cubana, Tomás Estrada Palma, firmò il Cuban-American Treaty con il quale si stabiliva una concessione perpetua sulla baia, che sarebbe rimasta di demanio cubano, ma assegnata in gestione “uti dominus” (come fosse di loro proprietà), agli statunitensi.

Recentemente Obama ha usato i suoi poteri esercutivi per allentare restrizioni a viaggi e commerci con l’isola caraibica e ha chiesto al Congresso di mettere fine all’embargo, in vigore dal 1962: resta ora da vedere la reazione degli Usa, in particolare della maggioranza repubblicana di camera e Senato, alla richiesta di Catro della restituzione di Guantanamo, in un momento difficile per il presidente Usa, che ha investito molto della sua immagine sulla riappacificazione con Cuba.