di Vincenzo Tartaglia –
Il principale partito di opposizione giamaicano, il People’s National Party (PNP), ha esortato i Paesi caraibici della CARICOM (Comunità Caraibica) a schierarsi al fianco di Cuba, alla luce della grave situazione economica e umanitaria e del duro embargo statunitense che sta colpendo il Paese.
Il PNP, in un’intervista rilasciata al Caribbean Times, ha affermato che Cuba ha dato un contributo immenso ai Caraibi e che merita sostegno mentre affronta crescenti sfide umanitarie ed economiche.
Il governo giamaicano ha fatto sapere, tramite il ministro degli Affari Esteri e del Commercio Estero, la senatrice Kamina Johnson Smith, che sta monitorando la situazione a Cuba attraverso la propria ambasciata.
Intanto il ministro della Salute e del Benessere, Christopher Tufton, ha dichiarato che il governo sta rinegoziando il programma pluriennale di cooperazione medica con Cuba, nonostante le pressioni e le minacce statunitensi di interromperlo. Il ministro ha inoltre confermato che, sebbene il precedente memorandum d’intesa sia recentemente scaduto, i circa 300 medici cubani continueranno a prestare servizio in Giamaica in base ai contratti esistenti.
Storicamente, dagli anni Settanta, Cuba ha aiutato diversi Paesi caraibici, tra cui la Giamaica, nel campo medico-sanitario attraverso programmi di cooperazione. L’isola ha inoltre formato centinaia di medici e dentisti caraibici grazie a borse di studio governative, molti dei quali prestano oggi servizio nella regione.
Per quanto riguarda le minacce statunitensi alla Giamaica, esse non sorprendono, dal momento che pochi giorni fa ha suscitato scalpore la rivelazione del primo ministro di Saint Lucia, Phillip J. Pierre. Il leader caraibico ha confermato che gli Stati Uniti hanno recentemente minacciato anche il suo governo, invitandolo a smettere di inviare cittadini a studiare medicina a Cuba. Pierre ha tuttavia dichiarato che non è previsto alcun ritiro degli studenti dal Paese.
Nel frattempo, l’embargo statunitense, in vigore da oltre 60 anni, continua a pesare sull’economia cubana, mentre si è attivata una rete di solidarietà latinoamericana e caraibica, con diverse nazioni accorse in aiuto dell’isola. La scorsa settimana, ad esempio, due navi messicane cariche di quasi 900 tonnellate di aiuti umanitari hanno attraccato nel porto dell’Avana. La presidente Claudia Sheinbaum Pardo ha inoltre promesso l’invio di ulteriori aiuti.
Seguendo l’esempio del Messico, anche Spagna, Cile, Russia e Brasile hanno annunciato di recente che stanno valutando o già inviando aiuti umanitari a Cuba.




