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Il 63enne Alan Gross, cittadino statunitense da quattro anni in carcere a Cuba poiché condannato quindici anni di reclusione per “atti contro l’indipendenza e l’integrità dello Stato”, ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro l’inazione del suo governo e di quello cubano per arrivare alla sua liberazione.
Gross, che è originario del Maryland, nel 2011 lavorava per la Development Alternatives, azienda che aveva vinto l’appalto per un controverso progetto del governo statunitense, del valore complessivo di sei milioni di dollari, per la “promozione della democrazia a Cuba”; nella fattispecie il tecnico statunitense era stato incaricato di distribuire computer portatili e telefoni satellitari ai membri della piccola comunità ebraica di Cuba, operazione per la quale non aveva il permesso richiesto dalla legge cubana.
Il suo nome non appariva nella lista dei 2.900 carcerati che hanno beneficiato dell’amnistia voluta a dicembre da Raul Castro.
