Cuba. Si dimette il capo della Massoneria Urquía Carreño

di Guido Keller

E’ caos alla Gran loggia di Cuba, dove le divisioni interne e i veleni hanno portato alle dimissioni del numero della Massoneria cubana uno Mario Alberto Urquía Carreño, accusato tra l’altro della sparizione di 19mila dollari dell’Asilo Nazionale Massonico all’inizio dell’anno. Urquía Carreño ha spiegato la decisione con il proposito di proteggere l’obbedienza massonica “dagli attacchi dei social media” e quindi “la denigrazione a cui è sottoposta la Gran Loggia di Cuba”, ma ha imputato all’incompatibilità tra le procedure dell’Ordine e le leggi dello Stato le divisioni interne alla massoneria cubana.
Le dimissioni sono state consegnate a seguito di una riunione incandescente con un centinaio di quadri interni tenutasi presso la grande casa massonica de L’Avana, e subito i presenti hanno individuato in Maykel Filema il Gran maestro ad interim.
Nei mesi scorsi Urquía Carreño era finito nell’occhio del ciclone per la sparizione di 19mila dollari dal suo ufficio situato all’11mo piano della Casa massonica, cosa che ne aveva decretato l’espulsione. Benché si professasse innocente, il Gran maestro aveva sottoscritto un documento di polizia in cui si impegnava a depositare presso l’Ordine la stessa somma di denaro, pur precisando che non vi era ammissione di colpa, ne’ implicita ne’ esplicita. Il ministero della Giustizia di Cuba aveva così decretato il reintegro di Urquía Carreño nelle sue funzioni, tra le proteste di diversi fratelli e la fuoriuscita dall’ordine di una decina di logge.
La guerra interna alla massoneria cubana è poi continuata fino all’epilogo di questi giorni, ovvero le dimissioni di Urquía Carreño.