di C. Alessandro Mauceri –
Anche quest’anno alle isole danesi delle Faroe, situate nell’oceano Atlantico tra la Danimarca, l’Islanda e la Norvegia, si è ripetuto la tradizionale “grindadrap”, che altro non è se non una vera e propria mattanza di globicefali (delfinidi) di vario genere, anche se comunemente si parla di balene.
L’evento, annuale e dietro al quale vi sono interessi economici non indifferenti per l’economia di queste isole sperdute, consiste nello spingere i globicefali alla riva, dove vengono uccisi a colpi di lance.
Le proteste animate degli animalisti hanno visto numerosi fra fermi ed arresti, e la nota attivista italiana Alice Rusconi Bodin è stata fermata con l’accusa aver interferito con la tradizionale “grindadráp”. Il fermo segue di pochi giorni l’arresto di un’altra italiana, Marianna Baldo, attivista come la Rusconi Bodin di Sea Shepherd, rinchiusa in carcere lo scorso 23 luglio per lo stesso motivo.
L’accusa delle autorità è che la donna e altri quattro volontari dell’associazione Sea Shepherd si sono frapposti tra i globicefali e i cacciatori. Nonostante la loro azione di disturbo, 61 globicefali sono state spinti a riva e massacrate. Se la sofferenza degli animali è terminata, quella dei manifestanti è appena iniziata: Rudy de Kieviet, Lawrie Thomson, Tobias Boehm, Alice Rusconi Bodin e Frances Holtman hanno avuto confiscati i passaporti e sono trattenuti in attesa del processo.

