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E’ stato individuato ed ucciso l’uomo che ieri ha compiuto un duplice attacco di matrice jihadista in Danimarca: si tratta del 22enne Omar Abdel Hamid el-Hussein, “persona nota” al controspionaggio; la polizia ha fatto sapere che si sta accertando se si tratti di un “foreign fighters”, ovvero di un cittadino danese che ha combattuto in Siria o in Iraq nelle file dell’Isis.
Ieri l’uomo ha sparato diversi colpi di arma da fuoco, si parla di una trentina, dalla strada in un caffè dove era in corso un dibattito, uccidendo un uomo e ferendo tre agenti di polizia.
Il tema trattato riguardava l’Islam, la blasfemia e la libertà di espressione, in rapporto con quanto accaduto il 7 gennaio presso la redazione del Charlie Hebdo, a Parigi.
All’incontro partecipavano l’ambasciatore di Francia a Copenhagen, Francois Zimeray, e il vignettista Lars Vilks, autore delle controverse vignette di Maometto, entrambi illesi.
Il Quai d’Orsay ha spiegato che i tre agenti, che risultano gravi, erano a protezione dell’evento e che gli spari sono avvenuti nel momento in cui la conferenza ha preso inizio, verso le ore 16.00.
Testimoni hanno riferito che l’attentatore è poi fuggito a bordo di una Volkswagen Polo; l’ambasciatore si è rifugiato sotto un tavolo, mentre Vilks è subito stato portato fuori dal locale dalla scorta.
Il killer, direttosi nella notte alla sinagoga di Copenhagen, ha sparato nuovamente ferendo due agenti ed uccidendo un uomo, il 37enne di religione ebraica Dan Uzan.
Sul caso è intervenuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il quale è in piena campagna elettorale, invitando gli ebrei a lasciare l’Europa ed a recarsi in Israele, in quanto “questa è casa vostra”.

