di C. Alessandro Mauceri

L’Unicef ha denunciato quello che non può che essere un fallimento delle politiche internazionali per l’educazione. A distanza di 16 anni dalla sottoscrizione dei Millenium Goals, gli obiettivi che i paesi firmatari si erano fissati non sono stati raggiunti. Anzi in molti casi la situazione è peggiorata. Gli obiettivi per il millennio prevedevano (Misura due) che entro il 2015 sarebbe stato possibile fornire educazione scolastica a tutti i bambini del mondo. Oggi, secondo i dati ufficiali, 263 milioni di bambini non ricevono un’istruzione.

Per l’Unesco, l’istruzione primaria universale non sarà possibile prima del 2042. Per quella secondaria inferiore sarà necessario aspettare il 2059. L’istruzione secondaria superiore universale non verrà raggiunta prima del 2084.

In molti paesi l’educazione è ancora un miraggio. In Liberia, ma anche in Sud Sudan e Eritrea, quasi due terzi dei bambini non ricevono alcuna educazione. E molto spesso la mancanza di ogni tipo di educazione e formazione ha conseguenze non solo dal punto di vista umanitario e sociale: il pericolo è che molti di questi bambini vengano reclutati dagli eserciti e dalle fazioni estremiste in lotta in molti paesi africani. I minori non solo non ricevono alcun insegnamento, ma molti di loro finiscono per diventare bambini soldato.

Scontri armati e conflitti che gli interventi delle Nazioni Unite e le “missioni di pace” non sono riusciti a ridurre, ed essi sono tra gli ostacoli che hanno rallentato il raggiungimento degli obiettivi relativi all’istruzione: 36 milioni di bambini non vanno a scuola a causa dei conflitti in varie parti del mondo.

Jo Bourne, a capo del settore educazione dell’Unicef ha detto che “Le scuole possono anche proteggere fisicamente i bambini dai traumi e dalle violenze che li circondano”. In Siria, ad esempio, oltre due milioni di bambini in età scolare (da 5 a 17 anni) non ricevono alcuna istruzione e circa 600mila vivono in qualità di rifugiati nei campi delle regioni circostanti. Proprio il dato relativo all’educazione in zone dove sussistono conflitti mostra un netto peggioramento: nel 1999 la media dei bambini che vivono in questi paesi e privi di istruzione era del 30 per cento, nel 2012 è salita al 36 per cento!

L’istruzione è uno dei settori più importanti per lo sviluppo di molti paesi. Uno strumento indispensabile per cercare di colmare, almeno in parte, il gap che separa i paesi meno sviluppati dagli altri. La mancanza di istruzione è causa di elevati livelli di disoccupazione e di povertà. È la prima ragione di sottosviluppo. Eppure proprio questo settore è quello che riceve minori risorse dalle organizzazioni umanitarie. A leggere il rapporto dell’Unicef sembra quasi che esista una mancanza di volontà internazionale di tener fede agli impegni presi per raggiungere obiettivi che pure erano stati individuati e a cambiare la situazione. Dopo il fallimento dell’obiettivo “acqua”, ora anche l’educazione ha mostrato l’incapacità di colmare i limiti delle scelte adottate nel 2000.