di C. Alessandro Mauceri –
Sembra non finire mai l’elenco delle auto che inquinano più di quanto dichiarato e molto più di quanto avrebbero dovuto. Dopo lo scandalo che ha interessato il gruppo Volkswagen (le cui auto interessate sono ancora liberamente circolanti – libere di continuare ad inquinare più del dovuto) e dopo lo scandalo delle scorse settimane della Mitsubishi, nei giorni scorsi è stata di nuovo la volta delle case tedesche.
Fonti del governo tedesco hanno annunciato che, alla luce dei risultati delle verifiche ordinate dal ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt dopo lo scoppio dello scandalo “Dieselgate”, anche le vetture di altre case automobilistiche tedesche – inclusi Mercedes-Benz, Audi e Porsche – sono risultate fuori norma e dovranno essere richiamate. In totale si parla di un numero impressionante di veicoli: circa 630mila vetture che dovranno tornare in officina per modificare il software che controlla le emissioni inquinanti. Resta ancora il dubbio se a queste vetture sarà assegnata una nuova classe di emissioni o se dovranno essere apportate delle modifiche per ridurle (a scapito però delle prestazioni).
Intanto pare che i problemi non si limitino sono alla Germania e al Giappone. A seguito di una richiesta avanzata dal ministero della Giustizia statunitense, anche Daimler ha annunciato l’avvio di un’indagine interna sul sistema di gestione delle emissioni nelle vetture vendute negli Stati Uniti.
Da un recente studio è emerso che il 97 per cento delle moderne auto diesel presenta emissioni superiori ai limiti consentiti. E per almeno un quarto di queste, le emissioni sono almeno di sei volte oltre i limiti. Dalle analisi condotte dalla società Emissions Analytics (EA), su circa 250 modelli di veicoli di diverse marche è risultato che solo uno dei 201 modelli Euro 5, lo standard europeo introdotto nel 2009, non supera il limite fissato, e solo 7 dei 62 modelli Euro 6 rientrano nei parametri fissati dalle norme.

