di Guido Keller –
E’ stato schietto il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi nel rispondere alle critiche di Berlino dopo che ieri aveva annunciato l’intenzione di lasciare fermo il costo del denaro al minimo storico dello 0,00%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%: “La Bce – ha detto Draghi – è indipendente dalla politica e il consiglio è stato unanime nel difendere l’indipendenza dell’istituzione e la postura appropriata della politica monetaria accomodante”. Secondo i trattati europei, “La Bce – ha stoccato – lavora per tutta l’Eurozona, non solo per la Germania”.
Al ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble non è piaciuto quel “i tassi resteranno a questi livelli o più bassi ancora a lungo, di certo oltre la fine del piano di acquisti del settembre 2017”, dichiarato dall’eurogovernatore della Bce, per cui lo ha accusato di aver provocato il successo elettorale, al voto regionale del mese scorso, del partito anti-immigranti Afd, come pure di aver aperto buchi nelle tasche dei risparmiatori tedeschi. “Schaeuble è poi tornato sulle sue parole”, ha rilevato Draghi, con smentite e precisazioni “che sono state certamente benvenute”: “Non intendeva dire quello che ha detto, o non ha detto quello che intendeva dire”.
Resta tuttavia malcelata l’insofferenza tedesca per la politica economica europea a guida Draghi, tanto che da Berlino si guarda alla successione del presidente della Bce che sarà nel 2019; nei giorni corsi la Bild ha riportato che la Csu bavarese, che governa insieme ad Angela Merkel, rivendica un successore tedesco a Mario Draghi, poiché continuerebbe a fare una politica filo-italiana a svantaggio della Germania e perché con la presidenza Draghi si sarebbe prodotta una “massiccia perdita di fiducia nella credibilità della Bce”.
Lo ha detto il vice capogruppo parlamentare della Csu Hans-Peter Friedrich, il quale ha sottolineato che “Il prossimo capo della Bce deve essere un tedesco, che si senta vincolato dalla tradizione della stabilità monetaria della Bundesbank” … “Un altro Draghi non ce lo possiamo permettere”, ha ricalcato Hans Peter Uhl, parlamentare dello stesso partito, contestando i tassi a zero.
Da parte sua Draghi ha ribadito che “la politica monetaria negli ultimi quattro anni è stata l’unica a sostenere la crescita”, è al momento leggermente espansiva, ma produce un clima con meno tasse, meno spesa pubblica e maggiori investimenti. E per quanto riguarda i risparmiatori e i fondi pensioni dei tedeschi, Draghi ha fatto notare che è facile incolpare della perdita di valore i tassi e non le politiche dei singoli stati.
Il presidente della Bce ha detto poi che se la situazione generale dovesse peggiorare per via dei rischi geopolitici (Brexit), si adotteranno strumenti già predisposti, tra i quali non vi sarà l’helicopter money, cioè la distribuzione diretta di soldi ai cittadini.

