di C. Alessandro Mauceri –

Che l’evoluzione del mercato delle droghe, specie quelle “leggere”, sarebbe stato veloce era prevedibile. Oggi, due ulteriori notizie lo hanno confermato.

La prima proviene dall’Uruguay, dove la marijuana è diventata non solo legale, ma addirittura merce da esportazione. Ad un anno dalla riforma che ha depenalizzato produzione, vendita e consumo della cannabis nel Paese, è stata già organizzata nella capitale la prima edizione di Expocannabis, manifestazione a livello nazionale il cui obbiettivo secondo gli organizzatori dovrebbe essere “la diffusione di informazione sulle potenzialità mediche, terapeutiche ed industriali della canapa indiana e della canapa”. Stand espositivi ma anche conferenze, laboratori, eventi musicali e dibattiti. All’iniziativa ha partecipato il Hash, Marijuana & Hemp Museum, di Amsterdam, che dal 1985 si occupa di informare sulla millenaria storia dei vari usi della canapa nelle diverse culture mondiali.

Intanto, il governo ha ampliato la possibilità di coltivare e produrre marijuana “legalmente”: da poco è stata aggiunta la “coltivazione domestica per uso personale” e la distribuzione attraverso le farmacie di “erba” prodotta dallo Stato, fino a un massimo di 40 grammi mensili per persona.

Il tutto con lo scopo evidente di racimolare maggiori entrate: infatti, ad un anno dal varo della legge, i sondaggi hanno dimostrato che la maggioranza della popolazione uruguaiana (il 56%) è contrario alla legalizzazione. Lo stesso Tabaré Vazquez, neo eletto presidente nonché oncologo – si è dichiarato scettico sulla liberalizzazione delle droghe nel Paese.

Ma anche in Francia pare che i guadagni derivanti dall’uso delle droghe stiano facendo gola a molti. In attesa di una legge ad hoc, infatti, in Francia è stato introdotto lo “spinello elettronico”, una sigaretta elettronica all’estratto di cannabis. L’azienda che la produce dichiara che il prodotto offerto è “al 100% legale” e “senza effetti psicotropi”. Intanto nel Paese d’oltralpe si sono scatenate molte polemiche sia dal punto di vista medico e degli specialisti delle dipendenze sia dal punto di vista legale.

Non a caso l’azienda KanaVap, che ha lanciato il nuovo prodotto sul mercato, ha subito sottolineato che sarebbe destinato all’uso terapeutico con scopi antidolorifici, ansiolitici e come regolatore del sonno. Restano irrisolti, tuttavia, i dubbi circa gli effetti collaterali che il consumo di simili sostanze potrebbe avere sull’attività cerebrale. Non a caso molti psichiatri hanno avvertito sui possibili rischi che potrebbero derivare dall’uso della cannabis, che, stando a diversi studi, potrebbe diventare una malattia soprattutto se il consumo dovesse iniziare in età adolescenziale.